Marijuana non e' peggiore dell'alcool. Presidente Obama
Per Barack Obama fumare marijuana, come ha ammesso lui stesso di aver fatto quando era giovane, non e' piu' pericoloso che il tabacco o bere alcol. Allo stesso tempo, il presidente americano, non considera una "panacea" la sua legalizzazione. Cosi' Obama in un'intervista al New Yorker. "Come e' stato ben documentato io ho fumato marijuana quando ero giovane, e la considero un'abitudine sbaglita ed un vizio, ma non molto diverso dalle sigarette che ho fumato anche da grande. Ma non penso che sia piu' pericoloso dell'alcol", ha dichiarato Obama, sottolineando che anzi ai suoi occhi la cannabis e' meno pericolosa dell'alcol. "in termini di impatto sulla vita dei consumatori individuali. E' qualcosa che io non incoraggio (legalizzata per uso medico in 18 Stati e in Colorado e nello Stato di Washington anche per puro piacere, resta illegale ed assimilata alla cocaina e all'eroina a livello federale) e come ho detto alle mie figlie penso che sia una cattiva idea, una perdita di tempo e tuttaltro che sano". (AGI) (AGI/EFE) - Washington, 19 gen. - Benche' non ne sostenga il consumo Obama, forte del sostegno popolare alla legalizzazione della droga, ritiene siano maturi i tempi per cambiare le leggi per chi ne fa uso: "Non dovremmo infliggere ai giovani o chi ne fa uso individualmente lunghe pene in prigione quando alcuni di quei tipi che hanno scritto quelle leggi hanno fatto probabilmente lo stesso". Giulio Manfredi (Direzione Radicali Italiani, segretario Associazione radicale Adelaide Aglietta), ha cosi' commentato:
E’ la prima volta nel corso dei suoi due mandati che il presidente degli Stati Uniti - Paese bastione del regime proibizionista almeno dal 1961 - affronta il tema “cannabis” in termini non ideologici ma razionali. E lo fa consapevole che le sue dichiarazioni fanno sorgere almeno due domande spontanee: se la marijuana è pericolosa quanto l’alcool, perché solo la prima è soggetta alle leggi proibizioniste? E come fare per evitare quella “giustizia di classe” (in realtà “ingiustizia di classe”) per cui, negli USA come in Italia, chi può permettersi un avvocato capace non va in galera, chi non ha soldi in galera ci crepa?
Le parole di Barack Obama, dopo i fatti dell’Uruguay e del Colorado, devono incoraggiare gli antiproibizionisti italiani all’azione, magari partendo dal far passare nel maggior numero di Consigli Comunali i due ordini del giorno (uno sulla legalizzazione della cannabis tout court e sull’abolizione della legge “Fini-Giovanardi, l’altro sulla cannabis terapeutica) approvati sette giorni fa dal Consiglio Comunale di Torino.
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