Sabato 6 giugno 2026
Menu

Marini (Ecsel): meglio le sentenze di una legge sul testamento biologico

U.E. - ITALIA
Notizia ·
Meglio singole sentenze, valide caso per caso, che una 'codificazione' legislativa sul testamento biologico. Lo afferma il prof. Luca Marini, presidente del Centro di studi biogiuridici ECSEL e vice presidente del Comitato Nazionale per la Bioetica, intervenendo nel dibattito di mezza estate sul testamento biologico. "La legge costituisce sempre uno strumento di 'massificazione' sociale e culturale e, con riferimento ai problemi eticamente sensibili, non sempre fornisce le risposte più idonee", rileva il prof. Marini. "Avviare l'iter parlamentare su una legge in materia di dichiarazioni anticipate di trattamento, che alcuni preferiscono chiamare 'testamento biologico', si tradurrebbe inevitabilmente nell'escogitare compromessi tra posizioni culturali e ideologiche lontane e spesso confliggenti. E l'esperienza dimostra che non esistono leggi perfette, tanto meno in materia di bioetica". "Trovo poi singolare", prosegue Marini, che è anche presidente di AssoBioBanche, l'associazione delle biobanche italiane, "che alcuni osservatori, ribaltando passati orientamenti, invochino ora una legge su questa materia, probabilmente sul presupposto che essa costituisca il 'male minore', tenuto anche conto dell'attuale situazione politica. Si tratta, a mio avviso, di un errore di prospettiva: basti pensare alla difficoltà di tradurre in termini legislativi questioni non solo di incerta e non condivisa definizione scientifica (l'accertamento della morte, la qualificazione dell'alimentazione ed idratazione, ecc.), ma anche soggette ad una evoluzione tecnologica che costringe sempre il diritto positivo ad una rincorsa faticosa". "Per questi motivi", sottolinea il vice presidente del CNB, "l'attuazione di una futura legge in materia difficilmente potrà fare a meno del contributo interpretativo del giudice, oggi tanto criticato con riferimento al caso Englaro e di cui si chiede a gran voce il superamento proprio mediante l'intervento del legislatore. Personalmente, fatta salva la libertà di ciascuno di formulare dichiarazioni anticipate di trattamento, vedo invece con favore il ruolo della giurisprudenza e del 'diritto vivente', che richiamino i principi generali e le norme costituzionali del nostro ordinamento per fornire soluzioni valide caso per caso". "Temo", conclude Marini, "che una legge sul testamento biologico finirebbe per sostituire al 'vuoto normativo', che oggi taluni lamentano, un provvedimento generale ed astratto che non ha scontato alcuna fase di mediazione sociale e culturale - che da giurista ritengo imprescindibile per gli strumenti del biodiritto - e che si imporrebbe a tutti i cittadini, indipendentemente dalle loro convinzioni etiche. E' proprio ciò che vuole un Governo liberale o ciò che i cittadini si aspettano da esso?".
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →