Marino su 'Science': peer review e meritocrazia per la ricerca scientifica italiana
Cominciare ad applicare 'consistentemente' le regole del 'peer review' - ovvero la valutazione del merito scientifico affidata ai 'pari', cioe' ai membri della comunita' scientifica - perche' 'procedendo ad una valutazione solo sulla base del merito si dara' dignita' agli scienziati di valore, promuovendo la crescita culturale ed economica dell'Italia'. E' questa la via indicata per la Ricerca italiana dal senatore Ignazio Marino (Pd), in una lettera pubblicata sul numero di ieri della rivista Science.
Marino afferma di condividere le preoccupazioni dei 776 ricercatori precari che, nel marzo scorso, si sono rivolti al Nobel Rita Levi Montalcini con una lettera aperta: 'Sono pienamente consapevole delle pesanti limitazioni del sistema italiano', scrive Marino, precisando pero' di non essere d'accordo con l'affermazione secondo cui il governo di centro-sinistra non sarebbe mai andato 'oltre le semplici parole'. Da presidente della passata commissione Sanita' del Senato, afferma Marino, 'ho promosso misure che rafforzano la trasparenza e la meritocrazia nella selezione dei progetti di ricerca e che destinano risorse mirate ai giovani ricercatori'.
La legge Finanziaria del 2007, ricorda, ha previsto fondi pari a 15 milioni di euro per progetti presentati da ricercatori sotto i 40 anni, ed i finanziamenti hanno raggiunto gli 81 milioni nella Finanziaria 2008. Nonostante questo, ammette il senatore del Pd, 'l'Italia resta ancora indietro negli investimenti in Ricerca. Infatti, investiamo solo l'1,1% del Pil in Ricerca, meno della media europea del 2%, a sua volta distante dal 2,7% degli Stati Uniti ed il 3% del Giappone'.
'Senza minimizzare le giuste lamentele dei ricercatori italiani, non credo pero' che la via corretta sia quella di procedere all'assunzione di tutti coloro che attualmente lavorano con contratti temporanei, bensi' iniziare ad applicare in maniera consistente le regole del 'peer review''.
Marino afferma di condividere le preoccupazioni dei 776 ricercatori precari che, nel marzo scorso, si sono rivolti al Nobel Rita Levi Montalcini con una lettera aperta: 'Sono pienamente consapevole delle pesanti limitazioni del sistema italiano', scrive Marino, precisando pero' di non essere d'accordo con l'affermazione secondo cui il governo di centro-sinistra non sarebbe mai andato 'oltre le semplici parole'. Da presidente della passata commissione Sanita' del Senato, afferma Marino, 'ho promosso misure che rafforzano la trasparenza e la meritocrazia nella selezione dei progetti di ricerca e che destinano risorse mirate ai giovani ricercatori'.
La legge Finanziaria del 2007, ricorda, ha previsto fondi pari a 15 milioni di euro per progetti presentati da ricercatori sotto i 40 anni, ed i finanziamenti hanno raggiunto gli 81 milioni nella Finanziaria 2008. Nonostante questo, ammette il senatore del Pd, 'l'Italia resta ancora indietro negli investimenti in Ricerca. Infatti, investiamo solo l'1,1% del Pil in Ricerca, meno della media europea del 2%, a sua volta distante dal 2,7% degli Stati Uniti ed il 3% del Giappone'.
'Senza minimizzare le giuste lamentele dei ricercatori italiani, non credo pero' che la via corretta sia quella di procedere all'assunzione di tutti coloro che attualmente lavorano con contratti temporanei, bensi' iniziare ad applicare in maniera consistente le regole del 'peer review''.
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