Venerdì 5 giugno 2026
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Marino: sul testamento biologico, Parlamento inadeguato

U.E. - ITALIA
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'E' frustrante che da quattro legislature il Parlamento italiano non sia stato capace di dare risposta su un tema, quale quello del testamento biologico, su cui la maggioranza degli italiani ha le idee chiare'. A sottolinearlo e' stato Ignazio Marino, presidente della commissione Sanita' del Senato, durante un incontro organizzato questo pomeriggio dall'Aiccre (Associazione italiana dei comuni, delle province, delle regioni e altre comunita' locali).
'Non credo vi sia alcun dubbio su cosa pensano gli italiani su tale argomento. Ritengo che l'80-90% sappia chiaramente cosa vuole e senta l'esigenza di un pronunciamento.
Tuttavia e' frustrante che il Parlamento, ancora una volta, non abbia saputo farlo. Noi abbiamo fatto un lavoro profondo, con 49 audizioni e due volumi pubblicati. Il compito dei parlamentari pero' e' di dare risposte concrete, non fare ricerca'.
Del resto, ha continuato Marino, 'anche il codice deontologico dei medici indica di dare ascolto alle volonta' del paziente sulla terapia da seguire e nel fine vita. Cosi' come lo stesso catechismo scritto da Joseph Ratzinger, quando era cardinale, dice che in alcune situazioni la sospensione delle cure non e' uccidere, ma accettare che non vi sia piu' nulla da fare'.
Piu' che un tema etico, quello del testamento biologico e' quindi 'un diritto civile e uno strumento necessario alla pratica quotidiana dell'attivita' dei medici, che ora non possono accompagnare in serenita' i pazienti fino alla morte'. 

Per esprimere le proprie dichiarazioni di volonta' anticipate non serve la Costituzione o una nuova legge, perche' 'esiste un diritto naturale che viene prima di tutto e che consente di rifiutare un trattamento sanitario'. A dirlo e' Maurizio De Tilla, avvocato e membro della 'Fondazione Umberto Veronesi', nel corso di un dibattito sul testamento biologico questo pomeriggio a Roma.
'C'e' il principio di autodeterminazione che e' un diritto umano e che prescinde dalla norma scritta. Tutti gli italiani potrebbero gia' oggi sottoscrivere un documento col valore di testamento biologico. Negare questa possibilita' vuol dire negare un diritto umano'.
Tuttavia una legge che disciplini tale argomento in Italia e' necessaria secondo il giurista. 'Il suo scopo infatti deve essere quello di rendere accessibile e conoscibile il testamento biologico compilato dal paziente a tutti, con un registro, oltre che di richiedere il rinnovo di tale atto ogni certo numero di anni'.
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