Mario Riccio: ci sara' una legge sul testamento biologico contro il testamento biologico
'La maggioranza attuale utilizzera' tutti i suoi voti, quelli dell'opposizione di centro e purtroppo anche qualcuno dell'opposizione di sinistra per fare una legge non 'per' il testamento biologico, ma 'contro' il testamento biologico e l'autodeterminazione del paziente. Un esempio tipico e' quello della legge 40, fatta quando era al governo la maggioranza attuale, che ha bloccato il diritto all'autodeterminazione nella procreazione. La mia non e' una paura, e' una certezza'. A dirlo e' Mario Riccio, il 'medico di Welby', nel corso di un'intervista a 'Econews' in cui ha presentato il suo libro 'Storia di una morte opportuna' (Sironi Editore). Con l'occasione, Riccio e' tornato anche sul caso Welby: 'Grazie a Welby abbiamo compreso che si possono rifiutare le terapie. Spero che l'11 novembre (sentenza di cassazione sul caso Englaro) sara' chiaro che i pazienti possono esprimere il loro parere anche precedentemente alla loro perdita di coscienza. Sono aspetti su cui in Italia qualcuno ha dei dubbi, negli altri paesi europei questi dubbi sono stati gia' superati'. Infine, sulla differenza tra eutanasia e sospensione delle cure: 'Qualcuno insiste e fa confusione su due concetti: sospendere una terapia non e' eutanasia. L'eutanasia e' un atto medico diretto attraverso sostanze farmacologiche che bloccano il cuore o il respiro. Nei casi di Welby ed Englaro - ha concluso Riccio - si tratta di rifiutare le terapie che la medicina ci offre, nel caso in cui la persona sia sveglia e cosciente come Welby, o nel caso la persona esprima prima i propri desideri come Eluana Englaro'.
Presso la commissione Igiene e Sanita' del Senato ha preso avvio il cammino parlamentare teso a normare le "dichiarazioni anticipate di trattamento" piu' conosciute come "testamento di vita o biologico". La presidenza del Movimento cristiano lavoratori (Mcl), "fedele ad una consolidata e convinta linea di difesa e tutela della vita e della sua dignita' dal concepimento fino alla naturale conclusione, ribadisce la contrarieta' alla introduzione surrettizia di forme di eutanasia attraverso la legge in gestazione. Riguardo al dibattito che e' seguito alle parole del Presidente della Cei, card. Angelo Bagnasco, ritiene non sostenibile la posizione di chi e' radicalmente contrario ad una legge specifica e giudica piu' opportuno e plausibile che il Parlamento licenzi una norma tesa ad impedire che pronunciamenti della magistratura, quale quello della Corte di cassazione sul noto e pietoso caso di Eluana Englaro, avviino di fatto una non controllabile deriva eutanasica. Il Mcl considera molto pericoloso e contro i prioritari principi di legge naturale introdurre il cosiddetto 'testamento biologico' perche' significherebbe affermare il diritto a rifiutare il sostegno finale derivante dalla alimentazione e idratazione, di fatto il diritto alla eutanasia. Cio' che la legge potrebbe prevedere, al contrario, e' il ricorso a cure palliative, alle terapie antidolore ed il rifiuto a terapie sproporzionate e ad accanimenti terapeutici. Il Mcl, dunque, si battera' per una legge che 'difenda' la persona dall'eutanasia e che non accolga il 'testamento biologico' considerato attacco alla sacralita' della vita, bene indisponibile alla scelta delle singole persone in nome di una presunta 'liberta' e non sottomettibile a manipolazioni, costrizioni, condizionamenti di una pressione determinata da ben individuabili gruppi e soggetti che tutto hanno a cuore ma non certo la dignita' della persona stessa. Nell'occasione il Mcl rivendica con forza, ancora una volta, alla Chiesa ed ai cattolici, il pieno diritto ad inserirsi nel dibattito, contribuendo ad orientare, per quanto possibile, le coscienze dei cittadini e dei legislatori".
'Nessuno, ne' i medici o i giudici, puo' costringere qualcun altro a vivere senza alcun limite. Cio' non significa che esiste il diritto a morire, ma quello di lasciarsi morire, che e' cosa ben diversa dall'eutanasia'. A dirlo chiaramente e con molta pacatezza questa mattina, in una trasmissione radiofonica, e' stato Beppino Englaro, padre di Eluana, la ragazza che da quasi 17 anni e' in stato vegetativo permanente. 'Ne' io ne' mia moglie pretendiamo di disporre della vita di un'altra persona - ha spiegato - ma semplicemente abbiamo dato voce in questi anni alla volonta' che nostra figlia aveva espresso molto chiaramente prima dell'incidente'. Se i coniugi Englaro dunque sapevano cosa fare se si fosse presentato un caso come quello poi accaduto alla loro figlia, non sapevano invece 'di non avere piu' diritti, per la legge e la medicina, una volta che nostra figlia era priva di coscienza - ha continuato Beppino, che racconta la sua esperienza nel libro 'Eluana. La liberta' e la vita', scritto con Elena Nave - I medici, prima di praticarle la tracheotomia, che per noi significava rianimazione ad oltranza, ci hanno spiegato che non gli occorreva alcuna autorizzazione, nonostante gli avessimo riferito le intenzioni di nostra figlia'. Eluana 'e' stata la vittima sacrificale della scienza e della coscienza dei medici prima - ha concluso - e del sistema giuridico poi. Ci sono voluti infatti 5750 giorni, cioe' 15 anni e 9 mesi, per arrivare a dei principi di diritto stabiliti dalla cassazione. Il rifiuto alle terapie non puo' essere scambiato per eutanasia, ma il diritto a lasciarsi morire'.
Presso la commissione Igiene e Sanita' del Senato ha preso avvio il cammino parlamentare teso a normare le "dichiarazioni anticipate di trattamento" piu' conosciute come "testamento di vita o biologico". La presidenza del Movimento cristiano lavoratori (Mcl), "fedele ad una consolidata e convinta linea di difesa e tutela della vita e della sua dignita' dal concepimento fino alla naturale conclusione, ribadisce la contrarieta' alla introduzione surrettizia di forme di eutanasia attraverso la legge in gestazione. Riguardo al dibattito che e' seguito alle parole del Presidente della Cei, card. Angelo Bagnasco, ritiene non sostenibile la posizione di chi e' radicalmente contrario ad una legge specifica e giudica piu' opportuno e plausibile che il Parlamento licenzi una norma tesa ad impedire che pronunciamenti della magistratura, quale quello della Corte di cassazione sul noto e pietoso caso di Eluana Englaro, avviino di fatto una non controllabile deriva eutanasica. Il Mcl considera molto pericoloso e contro i prioritari principi di legge naturale introdurre il cosiddetto 'testamento biologico' perche' significherebbe affermare il diritto a rifiutare il sostegno finale derivante dalla alimentazione e idratazione, di fatto il diritto alla eutanasia. Cio' che la legge potrebbe prevedere, al contrario, e' il ricorso a cure palliative, alle terapie antidolore ed il rifiuto a terapie sproporzionate e ad accanimenti terapeutici. Il Mcl, dunque, si battera' per una legge che 'difenda' la persona dall'eutanasia e che non accolga il 'testamento biologico' considerato attacco alla sacralita' della vita, bene indisponibile alla scelta delle singole persone in nome di una presunta 'liberta' e non sottomettibile a manipolazioni, costrizioni, condizionamenti di una pressione determinata da ben individuabili gruppi e soggetti che tutto hanno a cuore ma non certo la dignita' della persona stessa. Nell'occasione il Mcl rivendica con forza, ancora una volta, alla Chiesa ed ai cattolici, il pieno diritto ad inserirsi nel dibattito, contribuendo ad orientare, per quanto possibile, le coscienze dei cittadini e dei legislatori".
'Nessuno, ne' i medici o i giudici, puo' costringere qualcun altro a vivere senza alcun limite. Cio' non significa che esiste il diritto a morire, ma quello di lasciarsi morire, che e' cosa ben diversa dall'eutanasia'. A dirlo chiaramente e con molta pacatezza questa mattina, in una trasmissione radiofonica, e' stato Beppino Englaro, padre di Eluana, la ragazza che da quasi 17 anni e' in stato vegetativo permanente. 'Ne' io ne' mia moglie pretendiamo di disporre della vita di un'altra persona - ha spiegato - ma semplicemente abbiamo dato voce in questi anni alla volonta' che nostra figlia aveva espresso molto chiaramente prima dell'incidente'. Se i coniugi Englaro dunque sapevano cosa fare se si fosse presentato un caso come quello poi accaduto alla loro figlia, non sapevano invece 'di non avere piu' diritti, per la legge e la medicina, una volta che nostra figlia era priva di coscienza - ha continuato Beppino, che racconta la sua esperienza nel libro 'Eluana. La liberta' e la vita', scritto con Elena Nave - I medici, prima di praticarle la tracheotomia, che per noi significava rianimazione ad oltranza, ci hanno spiegato che non gli occorreva alcuna autorizzazione, nonostante gli avessimo riferito le intenzioni di nostra figlia'. Eluana 'e' stata la vittima sacrificale della scienza e della coscienza dei medici prima - ha concluso - e del sistema giuridico poi. Ci sono voluti infatti 5750 giorni, cioe' 15 anni e 9 mesi, per arrivare a dei principi di diritto stabiliti dalla cassazione. Il rifiuto alle terapie non puo' essere scambiato per eutanasia, ma il diritto a lasciarsi morire'.
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