Giovedì 4 giugno 2026
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Marocco. Rabat. Algeria resta scettica sulla conferenza euroafricana

AFRICA - MAROCCO
Notizia ·
L'Algeria resta scettica sui risultati della Conferenza euroafricana su migrazioni e sviluppo svoltasi a Rabat con la partecipazione di 57 paesi africani e europei.
L'Algeria ha scelto di non partecipare a questo incontro proposto dalla Spagna e dal Marocco nell'autunno del 2005 all'indomani della morte di 14 immigrati africani nel tentativo di raggiungere l'Europa superando le barriere degli enclave spagnoli di Ceuta e Melilla, in Marocco.
Responsabili algerini, tra cui il ministro degli affari maghrebini e africani, Abdelkader Messahel, avevano gia' detto che questa riunione 'non riguarda l'Algeria' sottolineando che il dossier dell'immigrazione clandestina deve essere affrontato nel quadro di un incontro tra l'Unione Europea e l'Unione Africana di cui il Marocco non fa parte.
Per l'Algeria, paese di transito, di origine e destinazione dei migranti, il solo mezzo per far restare i popoli nei loro rispettivi paesi e' quello di aiutarli nello sviluppo con un maggiore sforzo dei paesi del nord del Mediterraneo. Secondo Algeri che si e' opposta, a differenza di Rabat e Tripoli, alla creazione di "centri di transito" per accogliere gli immigrati clandestini, tutti i tentativi di trattare il problema dell'immigrazione con metodi repressivi saranno inutili senza un'analisi profonda delle vere cause dell'immigrazione verso Nord.
Per risolvere il problema migratorio che tocca un alto numero di stati "e' necessaria la cooperazione dell'insieme dei paesi coinvolti", ha detto Messahel al quotidiano locale Liberte'. La conferenza di Rabat non s'inquadra in "un approccio globale integrato, equilibrato e coerente" del fenomeno, ha continuato il ministro algerino. "Noi pensiamo che le cause del problema migratorio siano legate alla questione dello sviluppo e all'assenza di opportunita' di impiego per un gran numero di persone. E' in questa logica che si inscrive il nostro lavoro". Secondo Messahel, il flusso di immigrati dall'Africa verso il resto del mondo resta marginale, "per esempio in Spagna, tra i clandestini registrati nel 2005, solo l'1% proviene dai paesi sub-sahariani contro il 75% di latino americani, il 15% di marocchini e il 9% in arrivo dall'Europa dell est".
Attaccando la politica migratoria condotta da alcuni paesi europei, Messahel, ha detto che "l'Africa resta, agli occhi di chi conduce questa politica, il giacimento che e' sempre stata...".
I dirigenti algerini sono convinti inoltre che le forti restrizioni nel rilascio dei visti rischiano di favorire nuovi legami tra le rete mafiosa per il passaggio dei clandestini con quelle del contrabbando, del traffico di armi e i gruppi di terroristi.

Per affrontare i modo piu' efficace il difficile tema delle migrazioni e' necessaria un'iniziativa euroafricana e una politica davvero europeo per i paesi di origine e di accoglianza. E' la convinzione espressa dal ministro degli Esteri Massimo D'Alema, commentando con i cronisti i colloqui con alti esponenti comunitari avuti nel corso della sua due giorni a Bruxelles. "Dopo il vertice di Rabat - ha affermato D'Alema - siamo convinti che si deve puntare ad una iniziativa di carattere generale euroafricana in grado di rilanciare un impegno globale".
Questo "non solo sui temi della sicurezza, del controllo delle frontiere e della lotta alla tratta dei clandestini, noi riteniamo si debba lavorare per una politica europea dei paesi di provenienza e per una politica europea per l'asilo e l'accoglienza".
Il titolare della Farnesina ha aggiunto di avere l'impressione che "si stiano facendo passi avanti, Rabat si e' concluso con l'impegno di una conferenza euroafricana che potrebbe tenersi a Tripoli prima della fine dell'anno e questo e' un obiettivo che noi consideriamo positivo, anche perche' per il nostro paese la cooperazione con la Libia ha un aspetto cruciale anche perche' e' il paese da cui viene la parte principale degli immigrati clandestini".
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