Marocco. Rabat. Oggi la firma di 57 Paesi su un piano in 4 anni sulle migrazioni
Oggi a Rabat i 57 paesi che partecipano alla prima Conferenza Euroafricana sull'immigrazione e lo sviluppo firmeranno una dichiarazione comune e approveranno un "piano" per quattro anni: un pacchetto di misure concrete - affermano gli organizzatori - con cui rispondere al fenomeno migratorio a breve e medio termine. La novità principale del piano saranno gli accordi di riammissione di immigrati clandestini: un impegno importante da parte dei paesi dell'Africa occidentale e centrale intervenuti al vertice di Rabat. Per ora si tratta di un progetto teorico: per diventare realtà, questi accordi dovranno essere ratificati tramite la firma dei singoli paesi. Il piano durerà quattro anni e verrà seguito da un comitato ad hoc. Oltre a più efficaci sistemi di riammissione bilaterale (o regionale), sul fronte del controllo delle frontiere l'Europa e l'Africa approveranno misure per l'identificazione dei clandestini, per aumentare la collaborazione della polizia dei vari paesi e per far scattare un sistema di "allerta precoce" sui flussi migratori. Ma le iniziative di Rabat non si limiteranno a blindare i confini e a lottare contro le "mafie dell'immigrazione". L'Europa riconosce infatti l'impossibilità di frenare l'immigrazione irregolare senza una vera crescita e senza lo sviluppo dei paesi d'origine. Per questo i due continenti propongono borse di studio per i giovani africani che vogliono formarsi o lavorare regolarmente nei paesi europei, microcrediti per chi intende avviare un'attività imprenditoriale nel proprio paese, aiuti alla cooperazione e allo sviluppo rivolti soprattutto ai più giovani.
La Spagna è uno dei paesi europei più interessati a una soluzione congiunta del problema dell'immigrazione illegale. Negli ultimi mesi - di fronte all'arrivo di migliaia di clandestini sulle coste delle Canarie - ha reclamato più volte la collaborazione di tutta l'Unione europea. I dati forniti dal governo spagnolo a Rabat parlano di oltre 11.000 immigrati irregolari giunti alle isole Canarie dall'inizio dell'anno. La maggior parte di questi immigrati provengono da Mali, Senegal e Gambia. Lunedì, giorno di inizio della Conferenza euroafricana nella capitale marocchina, il ministro spagnolo degli esteri Miguel Ángel Moratinos ha annunciato che il paese iberico stanzierà 30 milioni di euro in aiuti allo sviluppo per l'Africa.
La conferenza in corso a Rabat, in Marocco, dove sono riuniti 58 paesi europei e africani per mettere a punto un piano di cooperazione sulla gestione dei flussi migratori, è la prima occasione "in cui rappresentanti dei paesi d'origine, di transito e di destinazione si sono riuniti attorno uno stesso tavolo" per "identificare delle misure pratiche" in uno spirito "di partenariato e responsabilità condivisa". E' quanto ha dichiarato oggi il vicepresidente della Commissione europea Franco Frattini intervenendo alla conferenza di Rabat.
La strategia della Commissione europea, ha illustrato il commissario italiano alla platea della conferenza, si basa innanzitutto su "una governance europea delle regole di entrata degli immigrati" che devono garantire "delle condizioni adeguate di accoglienza". In secondo luogo l'Europa deve prevedere "una lotta coordinata e senza indulgenza contro i trafficanti di esseri umani". Di fronte alla pressione dell'immigrazione illegale, pilotata dalle organizzazioni criminali, "non possiamo più - ha detto Frattini - lasciare soli quei paesi europei che per la loro posizione geografica sono i più esposti: Spagna, Italia, Malta, Cipro e Grecia".
Infine l'Ue intende cooperare con l'Africa del Nord e delle regioni sahariane per affrontare le cause profonde dell'immigrazione: povertà, distruzione dell'ambiente, mancanza d'investimenti e della possibilità di lavoro. La Conferenza di Rabat, ha concluso Fratttini "può costituire un contributo importante ai dibattiti che avranno luogo a settembre alle Nazioni Unitei", nel quadro del Dialogo di alto livello sull'immigrazione e lo sviluppo.
La Spagna è uno dei paesi europei più interessati a una soluzione congiunta del problema dell'immigrazione illegale. Negli ultimi mesi - di fronte all'arrivo di migliaia di clandestini sulle coste delle Canarie - ha reclamato più volte la collaborazione di tutta l'Unione europea. I dati forniti dal governo spagnolo a Rabat parlano di oltre 11.000 immigrati irregolari giunti alle isole Canarie dall'inizio dell'anno. La maggior parte di questi immigrati provengono da Mali, Senegal e Gambia. Lunedì, giorno di inizio della Conferenza euroafricana nella capitale marocchina, il ministro spagnolo degli esteri Miguel Ángel Moratinos ha annunciato che il paese iberico stanzierà 30 milioni di euro in aiuti allo sviluppo per l'Africa.
La conferenza in corso a Rabat, in Marocco, dove sono riuniti 58 paesi europei e africani per mettere a punto un piano di cooperazione sulla gestione dei flussi migratori, è la prima occasione "in cui rappresentanti dei paesi d'origine, di transito e di destinazione si sono riuniti attorno uno stesso tavolo" per "identificare delle misure pratiche" in uno spirito "di partenariato e responsabilità condivisa". E' quanto ha dichiarato oggi il vicepresidente della Commissione europea Franco Frattini intervenendo alla conferenza di Rabat.
La strategia della Commissione europea, ha illustrato il commissario italiano alla platea della conferenza, si basa innanzitutto su "una governance europea delle regole di entrata degli immigrati" che devono garantire "delle condizioni adeguate di accoglienza". In secondo luogo l'Europa deve prevedere "una lotta coordinata e senza indulgenza contro i trafficanti di esseri umani". Di fronte alla pressione dell'immigrazione illegale, pilotata dalle organizzazioni criminali, "non possiamo più - ha detto Frattini - lasciare soli quei paesi europei che per la loro posizione geografica sono i più esposti: Spagna, Italia, Malta, Cipro e Grecia".
Infine l'Ue intende cooperare con l'Africa del Nord e delle regioni sahariane per affrontare le cause profonde dell'immigrazione: povertà, distruzione dell'ambiente, mancanza d'investimenti e della possibilità di lavoro. La Conferenza di Rabat, ha concluso Fratttini "può costituire un contributo importante ai dibattiti che avranno luogo a settembre alle Nazioni Unitei", nel quadro del Dialogo di alto livello sull'immigrazione e lo sviluppo.
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →
Potrebbe interessarti