Maroni: cittadinanza italiana per Rom 'orfani'
Cittadinanza italiana ai bambini dei campi nomadi senza genitori certi. La proposta del ministro dell'Interno, Roberto Maroni, avanzata per la prima volta mercoledi' scorso nella sede dell'Unicef, e' stata ribadita oggi a Milano dal titolare del Viminale. Nei prossimi giorni, ha detto il ministro, sara' presentata una proposta per dare ai bimbi nomadi nati in Italia, 'come ragione umanitaria', un nome, un cognome e la cittadinanza italiana. 'Dobbiamo tutelarli. Quello che stiamo facendo e' una cosa giusta e di equita'. Ci sono in questi campi persone che vivono in maniera subumana. Bimbi il cui destino e' tragico. Alcuni, lo sapete, vengono utilizzati nel mercato dei trapianti di organi. E invece il primo diritto di un bambino, qualsiasi bambino, e' di avere una identita''. Plausi alla proposta del ministro sono arrivati dalle file del Pdl.
'E' una proposta - ha detto Alessandra Mussolini, presidente della commissione bicamerale per l'Infanzia - positiva che accolgo con soddisfazione perche' in questo modo si garantisce veramente l'integrazione dei bambini rom senza genitori'. Per la vicepresidente della Commissione, Gabriella Carlucci, 'Maroni dimostra le reali intenzioni del Governo sul problema dei bambini nei campi nomadi abusivi. La maggioranza di centrodestra vuole strappare i minori sfruttati ed abbandonati dalle mani di genitori violenti e irresponsabili'. Da parte sua, Margherita Boniver, presidente del Comitato Schengen, ha ribadito che 'l'iniziativa del governo di censire i nomadi e' nostro pieno diritto e soprattutto puo' servire a tutelare i minori che in molti casi vengono sfruttati selvaggiamente dalle organizzazioni criminali'. Critiche, invece dalle file dell'opposizione. 'Sulla questione rom - ha dichiarato il senatore Luigi Lusi (Pd) - il Governo sembra voler diffondere la confusione piu' totale. Ogni giorno vede una dichiarazione nuova, per un disegno che si fatica a cogliere'. Ed i radicali Marco Perduca e Rita Bernardini hanno rilanciato. 'Perche' non introdurre per tutti il principio dello ius soli, gia' vigente negli Usa, secondo cui nascere su un territorio conferisce automaticamente i diritti di cittadinanza?'. Frecciate anche da Pia Locatelli e Alessandro Battilocchio, del Partito Socialista, che accusano Maroni di paternalismo.
'E' una proposta - ha detto Alessandra Mussolini, presidente della commissione bicamerale per l'Infanzia - positiva che accolgo con soddisfazione perche' in questo modo si garantisce veramente l'integrazione dei bambini rom senza genitori'. Per la vicepresidente della Commissione, Gabriella Carlucci, 'Maroni dimostra le reali intenzioni del Governo sul problema dei bambini nei campi nomadi abusivi. La maggioranza di centrodestra vuole strappare i minori sfruttati ed abbandonati dalle mani di genitori violenti e irresponsabili'. Da parte sua, Margherita Boniver, presidente del Comitato Schengen, ha ribadito che 'l'iniziativa del governo di censire i nomadi e' nostro pieno diritto e soprattutto puo' servire a tutelare i minori che in molti casi vengono sfruttati selvaggiamente dalle organizzazioni criminali'. Critiche, invece dalle file dell'opposizione. 'Sulla questione rom - ha dichiarato il senatore Luigi Lusi (Pd) - il Governo sembra voler diffondere la confusione piu' totale. Ogni giorno vede una dichiarazione nuova, per un disegno che si fatica a cogliere'. Ed i radicali Marco Perduca e Rita Bernardini hanno rilanciato. 'Perche' non introdurre per tutti il principio dello ius soli, gia' vigente negli Usa, secondo cui nascere su un territorio conferisce automaticamente i diritti di cittadinanza?'. Frecciate anche da Pia Locatelli e Alessandro Battilocchio, del Partito Socialista, che accusano Maroni di paternalismo.
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