Maroni costretto a fare marcia indietro su aggravante clandestinita', ma solo per cittadini Ue
La clandestinita' in caso di reato non sara' una aggravante per i cittadini comunitari. Lo ha riferito il capo della Commissione Liberta' civili, Giustizia e Affari interni del Parlamento europeo (Libe), Gerard Deprez, al termine della visita di due giorni a Roma degli oltre venti europarlamentari, tra cui numerosi italiani,per verificare sul campo le modalita' di attuazione del censimento in atto nei campi nomadi. Dopo l'audizione con i componenti delle Commissioni affari costituzionali e politiche comunitarie di Camera e Senato, gli europarlamentari ieri hanno incontrato il ministro dell'Interno Roberto Maroni ed il ministro per le politiche europee Andrea Ronchi, il prefetto di Roma Carlo Mosca, il garante della Privacy Francesco Pizzetti e il sindaco Gianni Alemanno. 'Il ministro dell'Interno' ha precisato il capo della delegazione di Strasburgo, 'ci ha assicurato che la misura scomparira' dal pacchetto sicurezza per i cittadini dell'Unione europea, dopo il parere negativo del servizio giuridico del Parlamento europeo'. La norma infatti, ha precisato, 'non sarebbe compatibile con i diritti dei cittadini comunitari'. E ha aggiunto: 'Resta da capire cosa accadra' ai cittadini extracomunitari, ma farlo non e' competenza del Parlamento europeo'. Deprez ha pero' ammesso di 'non sapere in che modo la norma sara' modificata'. Ma ha avuto 'l'impressione dal colloquio al Viminale, che sara' una questione di tipo interpretativo: il termine 'aggravante' restera', ma sara' applicato solamente ai cittadini immigrati extracomunitari'. La delegazione si e' 'congratulata con le autorita' italiane perche' il testo dei decreti relativi alla liberta' di stabilimento, al diritto di ricongiungimento famigliare e al diritto dei rifugiati, contenuti nel pacchetto sicurezza e' stato presentato preventivamente alla Commissione europea per verificare la compatibilita' con le norme comunitarie'. E Maroni ha osservato, secondo Deprez, che la Commissione ha contestato solo il decreto relativo alla liberta' di stabilimento: 'Abbiamo chiesto se su questo punto il testo potesse essere modificato e Maroni ha detto di si''. I membri della delegazione di Strasburgo hanno pero' anche posto dei quesiti, nel corso dei vari incontri, che in parte, 'non hanno ricevuto risposta: innanzitutto se la finalita' del censimento e' di tipo sociale'. Alcuni eurodeputati hanno rilevato che non sono state prese decisioni che abbiano portato concretamente a un miglioramento delle condizioni di vita dei nomadi. Poi si sono chiesti se la Croce Rossa fosse l'organismo piu' indicato a raccogliere i dati. Al termine dell'incontro di questa mattina il Viminale aveva diffuso una nota con la quale sottolineava la 'collaborazione tra il Governo italiano e la Commissione europea in materia di sicurezza, con particolare riferimento alle misure del pacchetto recentemente adottato'. Soddisfatto, dell'incontro con Maroni, Claudio Fava esponente del Pse e componente della Commissione Libe: 'Rispetto al passato mi sembra che ci sia finalmente un'apertura del governo italiano che e' pronto a rivedere alcune norme sull'immigrazione'. Maroni - ha riferito Fava - 'oggi di fatto ha ammesso che le osservazioni prodotte da Bruxelles sui decreti legislativi dovranno essere accolti' e che le misure definite 'vessatorie' da Fava nei confronti degli immigrati comunitari (chiedendo ad esempio che dimostrino autosufficienza economica) 'sono da rivedere integralmente'. Secondo l'europarlamentare si tratta senza dubbio di un importante passo in avanti. Diverso invece il giudizio sul campo rom Casilino 900 visitato dalla delegazione Ue che ha visitato, sotto una pioggia battente, anche i campi nomadi Camping River e Salone. Tutti d'accordo i parlamentari nel definire 'al limite della dignita' umana' le condizioni di vita degli oltre 600 abitanti del campo Casilino.
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