Maroni esulta: clandestini rispediti in Libia. Ma l'Onu denuncia violazione dei diritti umani
Roberto Maroni la definisce 'una svolta storica nella lotta all'immigrazione clandestina'. Ma la reazione dell'Onu e' durissima, con l'Alto commissario per i rifugiati Antonio Guterres che rivolge 'un appello alle autorita' italiane e maltesi affinche' continuino ad assicurare alle persone salvate in mare e bisognose di protezione internazionale pieno accesso al territorio e alla procedura di asilo nell'Ue' e in una nota esprime 'profondo rammarico per la mancanza di trasparenza che ha caratterizzato lo svolgersi di questo episodio'. Posizione in linea con la Cei con il direttore dell'Ufficio dei Migranti don Giandomenico Gnesotto che chiede di 'verificare l'effettivo trattamento di chi viene mandato in Libia'. Ben diversa - scrive IL CORRIERE - e' la reazione del commissario europeo per la Giustizia, Liberta' e Sicurezza Jacques Barrot 'soddisfatto perche' si e' risolta la situazione' dei tre barconi rimasti in mare 'ed era molto importante che chi stava a bordo fosse soccorso'. La decisione di Tripoli di accettare per la prima volta il rimpatrio dei 227 migranti che si erano imbarcati e rischiavano di rimanere in balia delle onde, come avvenuto con la Pinar con Roma e La Valletta che si rimpallavano le responsabilita', diventa dunque un caso internazionale. Ma le polemiche non bastano a spegnere la soddisfazione del ministro dell'Interno italiano 'perche' questa e' la prima applicazione dell'accordo firmato con Tripoli dal mio predecessore Giuliano Amato sui pattugliamenti congiunti, che ci consente di fermare le partenze di chi non ha i requisiti per arrivare in Italia'. E il capo della polizia Antonio Manganelli aggiunge: 'Fin dal 30 aprile la Libia ha gia' recuperato in autonomia 300 persone in mare e ha fatto cinque o sei interventi di questo tipo. Ieri ha chiesto aiuto all'Italia perche' i barconi erano in acque internazionali '.
Quello dello sconfinamento e' il problema posto dall'Onu, visto che le motovedette sono entrate nel tratto di mare di competenza maltese e sono andate a Tripoli senza che fosse valutato se le persone che erano a bordo ú tra loro 40 donne di cui tre incinte ú potevano chiedere asilo. 'Non dimen¬tichiamo ú sottolinea la rappresentante in Italia Laura Boldrini ú che il 75 per cento dei migranti via mare ha richiesto asilo e il 50 per cento di questi ha ottenuto for¬me di protezione'. E infatti il suo collega Laurens Jolles sottolinea la necessita' 'che il principio internazionale di non re¬spingimento continui ad essere rispettato'. Critiche severe che non preoccupano il ministro: 'La richiesta di asilo ri¬guarda la Libia e le organizzazioni internazionali che potranno valutare eventuali istanze. Le polemiche sono del tutto pretestuose perche' noi non ab¬biamo effettuato rimpatri, ma un respingimento in mare di chi cerca di arrivare illegalmente. Diverso se fossero arrivati nelle acque italiane. Ci attaccano se li facciamo venire, ci attaccano se li respingiamo: questo e' la nuova regola che continueremo ad applicare'.
I clandestini non li facciamo entrare'. Scandisce appena sei parole il ministro dell?Interno Roberto Maroni per spiegare la nuova politica dell?immigrazione 'del respingimento' che sostituisce, da ieri, quella del 'rimpatrio'. Eccola 'la svolta storica' annunciata trionfalmente da Maroni: i 227 migranti intercettati mercoledi' sera nel Canale di Sicilia sono stati rispediti al mittente, cioe' alla Libia, su richiesta delle stesse autorita' libiche, a bordo di motovedette italiane quando ancora si trovavano in acque internazionali. In sostanza, e' l?inizio del pattugliamento misto che diventera' routine a partire dal 15 maggio. Ma perche' - scrive LA REPUBBLICA - prima tutto questo non avveniva? 'Per il motivo semplice - chiarisce il titolare del Viminale - che la Libia non ha mai accettato prima di riprendersi indietro migranti non libici partiti dalle loro coste'. Che cosa ha dato in cambio l?Italia, o meglio il governo Berlusconi per ottenere questa disponibilita' della Libia? Per Maroni, il rispetto degli accordi del dicembre del 2007 e dell?agosto del 2008.
'Ci avete fatto un mazzo cosi' per mesi - ha spiegato il ministro leghista ai giornalisti - contestandoci di aver firmato un accordo che la Libia non voleva accettare, e ora che lo rispetta ci rifate il mazzo?'. L?annuncio trionfale che Maroni fa del 'respingimento' degli immigrati dal mezzo del mare e' arrivata ieri, giorno del suicidio dei una donna immigrata rinchiusa nel Cie romano di Ponte Galeria. Vigilia della Festa della Polizia. Nonostante Maroni abbia incassato 'la soddisfazione del commissario europeo Barrot', il 'respingimento' dei 227 migranti ha suscitato la 'preoccupazione' di Save the children 'per i minori presenti fra i migranti'. E provocato proteste anche dal mondo della politica. I radicali sono pronti a denunce in sede internazionale contro i 'respingimenti forzati'. Per Paolo Ferrero, segretario di Rifondazione comunista, 'Maroni ha ben poco di cui vantarsi, anzi dovrebbe vergognarsi di quello che ha fatto: l?Italia e' e dovrebbe restare un paese civile dove i profughi di guerra, a partire da donne e bambini del Corno d?Africa che fuggono dai signori della guerra, vengono accolti e non respinti alle frontiere. I deputati del Pd Siragusa e Sarubbi hanno definito 'agghiaccianti le dichiarazioni di esultanza degli esponenti del governo e della maggioranza'. Maroni, pero', di fronte a queste polemiche, ha tagliato corto: 'Io il clandestino non lo faccio entrare - ha spiegato - lo respingo e torna da dove e' venuto senza entrare nel merito di chi e', e perche' viene.
In Libia c?e' il Consiglio italiano per i rifugiati che vigilera' se sono rispettati gli obblighi internazionali'. Ma e' stato proprio il Cir, ieri, a 'denunciare come l?Italia, con il respingimento, abbia violato la Convenzione di Ginevra, la Convenzione europea sui diritti umani. E abbia esposto i migranti al rischio di torture nei Paesi di provenienza'.
Quello dello sconfinamento e' il problema posto dall'Onu, visto che le motovedette sono entrate nel tratto di mare di competenza maltese e sono andate a Tripoli senza che fosse valutato se le persone che erano a bordo ú tra loro 40 donne di cui tre incinte ú potevano chiedere asilo. 'Non dimen¬tichiamo ú sottolinea la rappresentante in Italia Laura Boldrini ú che il 75 per cento dei migranti via mare ha richiesto asilo e il 50 per cento di questi ha ottenuto for¬me di protezione'. E infatti il suo collega Laurens Jolles sottolinea la necessita' 'che il principio internazionale di non re¬spingimento continui ad essere rispettato'. Critiche severe che non preoccupano il ministro: 'La richiesta di asilo ri¬guarda la Libia e le organizzazioni internazionali che potranno valutare eventuali istanze. Le polemiche sono del tutto pretestuose perche' noi non ab¬biamo effettuato rimpatri, ma un respingimento in mare di chi cerca di arrivare illegalmente. Diverso se fossero arrivati nelle acque italiane. Ci attaccano se li facciamo venire, ci attaccano se li respingiamo: questo e' la nuova regola che continueremo ad applicare'.
I clandestini non li facciamo entrare'. Scandisce appena sei parole il ministro dell?Interno Roberto Maroni per spiegare la nuova politica dell?immigrazione 'del respingimento' che sostituisce, da ieri, quella del 'rimpatrio'. Eccola 'la svolta storica' annunciata trionfalmente da Maroni: i 227 migranti intercettati mercoledi' sera nel Canale di Sicilia sono stati rispediti al mittente, cioe' alla Libia, su richiesta delle stesse autorita' libiche, a bordo di motovedette italiane quando ancora si trovavano in acque internazionali. In sostanza, e' l?inizio del pattugliamento misto che diventera' routine a partire dal 15 maggio. Ma perche' - scrive LA REPUBBLICA - prima tutto questo non avveniva? 'Per il motivo semplice - chiarisce il titolare del Viminale - che la Libia non ha mai accettato prima di riprendersi indietro migranti non libici partiti dalle loro coste'. Che cosa ha dato in cambio l?Italia, o meglio il governo Berlusconi per ottenere questa disponibilita' della Libia? Per Maroni, il rispetto degli accordi del dicembre del 2007 e dell?agosto del 2008.
'Ci avete fatto un mazzo cosi' per mesi - ha spiegato il ministro leghista ai giornalisti - contestandoci di aver firmato un accordo che la Libia non voleva accettare, e ora che lo rispetta ci rifate il mazzo?'. L?annuncio trionfale che Maroni fa del 'respingimento' degli immigrati dal mezzo del mare e' arrivata ieri, giorno del suicidio dei una donna immigrata rinchiusa nel Cie romano di Ponte Galeria. Vigilia della Festa della Polizia. Nonostante Maroni abbia incassato 'la soddisfazione del commissario europeo Barrot', il 'respingimento' dei 227 migranti ha suscitato la 'preoccupazione' di Save the children 'per i minori presenti fra i migranti'. E provocato proteste anche dal mondo della politica. I radicali sono pronti a denunce in sede internazionale contro i 'respingimenti forzati'. Per Paolo Ferrero, segretario di Rifondazione comunista, 'Maroni ha ben poco di cui vantarsi, anzi dovrebbe vergognarsi di quello che ha fatto: l?Italia e' e dovrebbe restare un paese civile dove i profughi di guerra, a partire da donne e bambini del Corno d?Africa che fuggono dai signori della guerra, vengono accolti e non respinti alle frontiere. I deputati del Pd Siragusa e Sarubbi hanno definito 'agghiaccianti le dichiarazioni di esultanza degli esponenti del governo e della maggioranza'. Maroni, pero', di fronte a queste polemiche, ha tagliato corto: 'Io il clandestino non lo faccio entrare - ha spiegato - lo respingo e torna da dove e' venuto senza entrare nel merito di chi e', e perche' viene.
In Libia c?e' il Consiglio italiano per i rifugiati che vigilera' se sono rispettati gli obblighi internazionali'. Ma e' stato proprio il Cir, ieri, a 'denunciare come l?Italia, con il respingimento, abbia violato la Convenzione di Ginevra, la Convenzione europea sui diritti umani. E abbia esposto i migranti al rischio di torture nei Paesi di provenienza'.
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