Lunedì 8 giugno 2026
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Maroni a Tunisi per bloccare gli sbarchi a Lampedusa

AFRICA - TUNISIA
Notizia ·
Prosegue anche oggi la visita del ministro dell'Interno Roberto Maroni per arrivare ad un accordo con le autorita' di Tunisi sul rimpatrio dei circa mille tunisini che si trovano nel Centro di accoglienza di Lampedusa.
Vanno infatti ancora messi a punto i particolari tecnico-operativi sulle modalita' e sulle quantita' delle riammissioni discussi dalla delegazione italiana di cui fa parte anche il capo della Polizia Antonio Manganelli con gli esperti tunisini del ministero del Lavoro.
Nella mattinata di ieri il ministro Maroni ha avuto un colloquio con il collega Rafik Belhay Kacem che ha ribadito la volonta' di collaborazione di Tunisi nel contrasto all'immigrazione clandestina, anche grazie all'intesa tra i due Paesi raggiunta nel 1998 dall'allora ministro dell'interno Giorgio Napolitano.
In quell'occasione l'Italia offri' alla Tunisia una quota annuale di 4.000 visti d'ingresso, saliti di recente a 4.500, la regolarizzazione di migliaia di tunisini che vivevano da anni in Italia, motovedette per il pattugliamento delle coste e corsi di formazione per gli ufficiali della polizia tunisina.
In 10 anni quell'accordo ha permesso il rimpatrio di 9.000 cittadini tunisini, ma i migranti in partenza dal Paese africano stanno aumentando in modo esponenziale anche a causa della crisi internazionale che si avverte da mesi pure nei paesi del Nord Africa. E molti di loro sono approdati sulle coste di Lampedusa nelle ultime settimane. Tra le ipotesi avanzate dalla delegazione italiana alle autorita' tunisine, secondo quanto si apprende, ci sarebbe quella di organizzare rimpatri a scaglioni da Lampedusa per mezzo di navi o aerei nei prossimi giorni.
Uno dei problemi da superare e' pero' il rimpatrio di massa che i vecchi accordi fra Italia e Tunisia escludevano per evitare un impatto mediatico. D'altra parte, la riammissione individuale, prassi sinora seguita, richiede tempi molto lunghi a causa di laboriosi accertamenti d'identita' del clandestino.
Si tratta, dunque, per arrivare, ad un numero congruo di clandestini da rimpatriare volta per volta in tempi che il Governo italiano vorrebbe brevi. Finora e' con l'Egitto che gli accordi di riammissione funzionano al meglio: e' stato possibile cosi' rimpatriare nelle settimane scorse oltre un centinaio di egiziani sbarcati a Lampedusa.
Le autorita' tunisine hanno inoltre fatto presente l'impossibilita' di controllare le partenze dalle coste libiche.
Nella maggior parte dei casi, infatti, i tunisini raggiungono il porto di Al Zawra, pochi chilometri al di la' della frontiera, in Libia, per evitare i controlli capillari delle motovedette della Marina di Tunisi.
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