Materiali termoisolanti: uno su tre non rispetta le prestazioni dichiarate
I test dell’Unione europea mettono sotto i riflettori i materiali termoisolanti. E scoprono che un terzo di quelli controllati non rispetta la prestazioni dichiarate, i requisiti tecnici o di documentazione. Prodotti isolanti efficienti e affidabili sono fondamentali per migliorare il rendimento energetico degli edifici europei, riducendo al contempo le emissioni di gas serra e le bollette energetiche. Ma le analisi di laboratorio fatte su sei tipi di materiali isolanti, prelevati in diversi paesi europei, rivelano criticità nelle prestazioni dichiarate. E queste riguardano le prove di resistenza termica e quelle di reazione al fuoco. Alcuni materiali, insomma, possono non garantire il livello di isolamento termico che promettono oppure incendiarsi più rapidamente di quanto dichiarino.
Sono i nuovi risultati dei test di sorveglianza sul mercato dei prodotti diffusi dall’Unione europea. I risultati della nuova campagna, informa una nota, sottolineano “l’importanza della vigilanza del mercato e la necessità che gli utenti finali verifichino le informazioni relative alle prestazioni prima di scegliere i prodotti isolanti”.
Materiali isolanti, i risultati critici
Il progetto è stato realizzato con la partecipazione dalle autorità di vigilanza del mercato (AVM) di 14 paesi (fra i quali l’Italia). In tutto sono stati selezionati 106 campioni provenienti da 6 materiali isolanti di uso comune: polistirene espanso (EPS) e polistirene estruso (XPS), lana minerale, vetro cellulare, lana di legno e fibra di legno.
Le prove hanno verificato l’efficacia dei materiali nel rallentare la dispersione termica, la corrispondenza del loro spessore alle specifiche dichiarate e la loro reazione al fuoco.
Il 32% dei campioni – 31 su 97 testati – non ha soddisfatto i requisiti di resistenza termica e il 14% (11 su 81) non ha soddisfatto i requisiti della classe dichiarata relativamente alla reazione al fuoco.
Sono state inoltre verificate le marcature e la documentazione. In totale, 68 campioni (64%) non hanno soddisfatto i requisiti, principalmente a causa di una dichiarazione di prestazione (DoP) incompleta o mancante oppure dell’assenza della marcatura CE.
Le prove di resistenza termica
Le prove di resistenza termica hanno valutato se i prodotti isolanti garantiscano il livello di ritenzione termica dichiarato dai rispettivi produttori. Questi test hanno misurato la conducibilità termica e lo spessore dei prodotti, due fattori che influenzano l’efficacia con cui un edificio mantiene il calore in inverno e il fresco in estate.
“Nella maggior parte dei casi, le prestazioni termiche misurate – spiega la nota – differivano dai valori dichiarati dal produttore, il che significa che alcuni prodotti potrebbero non garantire il livello di isolamento che gli acquirenti si aspettano. Anche un numero minore di prodotti non ha soddisfatto i requisiti relativi allo spessore”.
Molti prodotti hanno dimostrato le prestazioni dichiarate ma i risultati “evidenziano l’importanza di dichiarazioni accurate in merito alle prestazioni, poiché gli utenti finali fanno affidamento su tali informazioni nella scelta dei materiali volti a migliorare l’efficienza energetica di un edificio”.
Le prove di reazione al fuoco e la classificazione antincendio
Un altro motivo di preoccupazione è poi il numero “inaspettatamente elevato” di casi di non conformità tra i prodotti classificati nella Classe E per quanto riguarda la reazione al fuoco: 8 prodotti su 52 (15%) di questo gruppo non soddisfacevano la classe di reazione al fuoco dichiarata.
La classe E indica che un prodotto è combustibile, ma deve comunque superare una prova di base che dimostri che una piccola fiamma non si propaga troppo su di esso entro un determinato intervallo di tempo.
I risultati negativi indicano dunque che “alcuni prodotti potrebbero incendiarsi o consentire alle fiamme di propagarsi più rapidamente di quanto suggerisca la loro classificazione dichiarata. Il livello di rischio dipende dal luogo e dalle modalità di installazione dell’isolante. Una classificazione antincendio errata potrebbe indurre i consumatori a scegliere un prodotto che non garantisce il livello di protezione previsto”.
Non sono state riscontrate non conformità tra i 6 prodotti classificati nelle classi da B a D. Entrambi i prodotti classificati nella classe A2 non hanno superato la prova di reazione al fuoco prevista. Solo 1 dei 21 prodotti della classe A1 non soddisfaceva i requisiti.
Nel sistema di classificazione delle prestazioni antincendio dell’UE, i prodotti di Classe A1 sono considerati incombustibili e non contribuiscono in modo significativo alla propagazione di un incendio. Anche i prodotti della classe A2 sono classificati come incombustibili, ma in determinate condizioni possono contribuire in misura molto limitata alla propagazione dell’incendio. Le classi da B a D comprendono prodotti combustibili con livelli crescenti di contribuzione all’incendio.
Le autorità di vigilanza hanno dunque classificato 2 campioni come ad alto rischio e 4 come a rischio grave, principalmente perché le prestazioni antincendio non corrispondevano alla classe dichiarata. La campagna ha disposto il divieto di vendita di un prodotto e ne ha ritirato sette dal mercato.
“Le campagne di vigilanza del mercato contribuiscono a tutelare i consumatori e a garantire che le imprese affidabili non siano penalizzate dalla concorrenza di operatori i cui prodotti non soddisfano i livelli di prestazione dichiarati”, ha dichiarato Vanessa Capurso, responsabile delle politiche presso la Direzione generale del Mercato interno, dell’industria, dell’imprenditoria e delle PMI (DG GROW) della Commissione europea.
(Help Consumatori del 14/10/2026)