Medici 'cattolico romani': no al testamento biologico
C'e' l'esigenza che nei confronti dei malati terminali sia attuata ogni terapia idonea ad alleviarne le sofferenze evitando allo stesso tempo ogni terapia che si presenti sproporzionata rispetto ai possibili benefici che ne possono derivare. E' cio' che afferma, in una nota, l'Associazione dei medici cattolici italiani (Amci), che ieri a tenuto a Pordenone il convegno sul tema: "Malati troppo gravi per essere curati? Le risposte del nuovo Codice di Deontologia Medica". I medici cattolici ribadiscono con forza "il no all'eutanasia, comunque intesa, il no all'accanimento terapeutico perche' contrario alla dignita' dei pazienti, il no all'abbandono terapeutico perche' atto di ingiustizia nei confronti del malato. Per contro nella alleanza terapeutica stabilita con il malato e con la famiglia potranno trovare risposta i tanti interrogativi che si presentano al medico e ai malati di fronte al dramma della sofferenza e della morte e che nessuna legge potra' disciplinare dall'esterno". Per questo, l'Amci auspica che "non sia ripresentata alcuna legge che disciplini a priori le cosiddette direttive anticipate di volonta' da parte dei malati".
Al convegno di oggi hanno partecipato il professor Vincenzo Saraceni, presidente nazionale dell'Amci, il professor Alfredo Anzani, vice presidente della Federazione europea associazioni medici cattolici (Feamc), Franco Balzaretti, vice presidente Amci per il Nord, Mauro Trovo', presidente Amci Regione Friuli Venezia Giulia, e il presidente della Fnomceo Amedeo Bianco, che l'Amci, si legge, "ha accolto con cordialita' e ha apprezzato il suo contributo ricco della esperienza di medico e di presidente della Federazione degli ordini dei medici".
L'Associazione, peraltro, ha espresso a Bianco il proprio rincrescimento per "il percorso, risultato incomprensibile, che ha portato alla presentazione di un documento solo frutto di un lavoro di commissione e mai approvato dal Consiglio, contenente posizioni (su aborto, RU486, ecc.) non condivise dalla maggioranza dei medici".
I medici cattolici hanno ribadito che la professione medica, "per sua natura e indipendentemente dalle convinzioni religiose, e' tesa alla difesa della vita in ogni condizione e circostanza e che il Codice di deontologia medica ha recepito con chiarezza e coraggio tale millenario orientamento della medicina".
L'Amci, infine, rispetto alle nuove sfide poste dalla scienza e dalla tecnica si dichiara "disponibile" al confronto per cercare quel surplus di etica che si rende necessario per poterle affrontare con umanita' e ragionevolezza.
Al convegno di oggi hanno partecipato il professor Vincenzo Saraceni, presidente nazionale dell'Amci, il professor Alfredo Anzani, vice presidente della Federazione europea associazioni medici cattolici (Feamc), Franco Balzaretti, vice presidente Amci per il Nord, Mauro Trovo', presidente Amci Regione Friuli Venezia Giulia, e il presidente della Fnomceo Amedeo Bianco, che l'Amci, si legge, "ha accolto con cordialita' e ha apprezzato il suo contributo ricco della esperienza di medico e di presidente della Federazione degli ordini dei medici".
L'Associazione, peraltro, ha espresso a Bianco il proprio rincrescimento per "il percorso, risultato incomprensibile, che ha portato alla presentazione di un documento solo frutto di un lavoro di commissione e mai approvato dal Consiglio, contenente posizioni (su aborto, RU486, ecc.) non condivise dalla maggioranza dei medici".
I medici cattolici hanno ribadito che la professione medica, "per sua natura e indipendentemente dalle convinzioni religiose, e' tesa alla difesa della vita in ogni condizione e circostanza e che il Codice di deontologia medica ha recepito con chiarezza e coraggio tale millenario orientamento della medicina".
L'Amci, infine, rispetto alle nuove sfide poste dalla scienza e dalla tecnica si dichiara "disponibile" al confronto per cercare quel surplus di etica che si rende necessario per poterle affrontare con umanita' e ragionevolezza.
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