Mercoledì 10 giugno 2026
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Medici senza Frontiere: in Italia, assistenza sanitaria immigrati inadeguata

U.E. - GRAN BRETAGNA
Notizia ·
L'Italia ha una delle leggi migliori in Europa per l'assistenza sanitaria agli immigrati. Spesso pero' le garanzie restano sulla carta, perche' nei fatti le cure agli stranieri nel nostro paese risultano spesso inadeguate e carenti. E' la denuncia che Medici senza Frontiere lancia questa settimana sulle pagine della prestigiosa rivista medica The Lancet, in risposta a un articolo che nelle settimane scorse criticava il sistema sanitario inglese, prendendo a esempio quello italiano. Secondo l'esperienza dei medici dell'associazione umanitaria, particolarmente attivi nelle regioni del Sud con centri di salute dedicati agli immigrati all'interno delle Asl locali, la legislazione di per se' non e' sufficiente a garantire l'accesso alle cure. "Dal 1999 - hanno scritto gli autori dell'articolo su The Lancet, tra cui Raffaella Ravinetto, "anche gli immigrati clandestini hanno il diritto a ricevere cure mediche all'interno degli ospedali con la garanzia di non essere denunciati alle autorita'". Per legge, l'assistenza sanitaria va garantita anche se gli stranieri non hanno permesso di soggiorno e anche se non presentano i documenti. Tuttavia, la legge e' in gran parte non applicata per vari motivi: da un lato, denuncia Msf, lo stesso personale medico nelle Asl non e' correttamente informato riguardo agli immigrati clandestini, dall'altra loro hanno timore e quindi sono reticenti a rivolgersi ai medici.
Questo rappresenta un pericolo sia per l'individuo, sia per la collettivita' perche' la persona non curata puo' diventare veicolo di malattie infettive anche per gli altri. Medici senza frontiere presenta i dati ottenuti in un'indagine condotta in Campania su 700 braccianti, impiegati in condizioni lavorative di sfruttamento e in nero, nei campi agricoli. Di questi lavoratori stagionali stranieri, circa la meta' erano clandestini e il 23% in cerca di asilo.
Dallo studio e' emerso che la maggior parte di loro non aveva problemi di salute all'ingresso in Italia. Il 40% si e' pero' ammalata nei primi sei mesi di soggiorno in Italia, a causa delle pessime condizioni di vita (denunciate recentemente in un'inchiesta del settimanle L'Espresso). Dopo 19 mesi, ben il 93% dei 700 immigrati coinvolti nello studio aveva sviluppato problemi come malattie infettive (Aids), malattie della pelle, diabete, complicazioni in gravidanza, malattie oncologiche gravi, parassiti intestinali, malattie del cavo orale e delle vie respiratorie, compresa la tubercolosi. I dati sono allarmanti: fra tutti, infatti, il 75% dei rifugiati, l'85,3% dei richiedenti asilo politico, e l'88,6% dei clandestini non ha ricevuto alcuna assistenza sanitaria. Esclusi gli interventi di pronto soccorso, insomma, l'accesso alla sanita' di base per lo meno in alcune regioni, mostra un quadro con molte ombre. "Il problema - spiega una portavoce dell'associazione - e' che spesso gli immigrati non conoscono i loro stessi diritti. Altre volte invece l'ostacolo e' rappresentato dalla barriera linguistica, per cui il personale medico degli ospedali o dei consultori non riesce a comunicare con la persona straniera".
Secondo Medici senza Frontiere sarebbero necessarie nelle Asl strutture ad hoc dedicate agli immigrati, dove dovrebbe essere anche impiegato un mediatore culturale che sappia tener conto delle esigenze anche di altre religioni, usanze, culture.
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