Mercoledì 10 giugno 2026
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Medici Senza Frontiere sui viaggi della speranza dall'Africa

U.E. - ITALIA
Notizia ·
In una sola settimana sono arrivati a Lampedusa 439 immigrati clandestini, incluso un neonato di 15 giorni, a bordo di una vecchia imbarcazione a motore. Su quello stesso mare sono apparsi una ventina di corpi che galleggiavano nell'acqua, vittime di un naufragio.
L'estate e' una stagione 'calda' per il flusso di immigrati che arrivano in Italia. Secondo l'organizzazione dei Medici Senza Frontiere, tra luglio e agosto, 2.300 clandestini hanno raggiunto le coste della penisola, principalmente nel porto di Lampedusa dove e' allestito un centro di prima assistenza.
Solo 113 chilometri separano la costa tunisina da Lampedusa, che e' diventata una vera e propria porta d'accesso per l'Italia e l'Europa per migliaia di persone che scappano dalla guerra o dalla poverta'.
'La gente arriva frastornata - ha detto all'Ips Antonio Virgilio, dell'associazione Medici Senza Frontiere - di solito viaggiano molti giorni senza cibo ne' acqua. E' un viaggio tragico soprattutto per le donne e per i bambini'.
Gli immigrati clandestini vengono dall'Africa subsahariana, Africa occidentale, Eritrea, Etiopia, Nigeria e Sudan. La maggior parte comincia la sua crocevia dalla Libia e dal Marocco.
Lampedusa, isola di 20 chilometri quadrati che conta 12 spiagge e 5.500 residenti, riceve piu' di 50 mila turisti durante l'estate.
Gli immigrati clandestini vengono portati in un centro di detenzione vicino all'aeroporto affinche' non abbiano contatti con nessuno.
Il centro puo' tenere circa 190 persone. A luglio ce ne sono state pero' circa mille nello stesso momento. In quello stesso periodo e' scoppiata una forte epidemia di diarrea, che ha seminato tra i clandestini una febbre altissima.
Medici senza Frontiere gia' nel 2004 aveva avvertito della violazione dei diritti umani contro chi chiedeva asilo a Lampedusa e aveva criticato fortemente le condizioni inadeguate delle infrastrutture che 'ospitano' i clandestini.
Per questo, l'organizzazione non ottenne piu' il permesso delle autorita' di visitare il centro di detenzione, ma i suoi medici volontari hanno continuato a prestare servizio nei pressi della banchina.
In seguito, il centro si e' trasformato in un complesso di 'accoglienza e di primo aiuto'.
Attualmente gli immigrati rimangono nel centro dalle 48 alle 72 ore, prima di esser trasferiti ad un altra destinazione.
Ma le condizioni per chi arriva a bordo di motoscafi senza documenti rimangono difficili.
La pressione esercitata dai Medici senza Frontiere e altre organizzazioni ha provocato la decisione di chiudere il centro. Presto se ne aprira' un altro che riesca a ricevere 700 persone. Il nuovo complesso avra' delle strutture piu' confortevoli e godra' di assistenza medica.
'Chiediamo all'Italia di disporre di misure di accoglienza degne di un Paese democratico', ha aggiunto Virgilio.
'I Medici Senza Frontiere torneranno a Lampedusa solo quando il sistema di salute pubblica comincera' a dare assistenza medica a questa gente', ha sottolineato.
L'organizzazione ha firmato questo mese un accordo di cooperazione con il sistema statale di salute pubblica per lavorare nel centro di detenzione.
'Se paragoniamo i dati dello scorso anno, ci sono meno arrivi e piu' morti - ha spiegato Virgilio - c'e' stato un cambio nel mezzo di trasporto utilizzato: ora si tratta di imbarcazioni piu' piccole che riescono a scappare piu' facilemente ai controlli. E ovviamente sono poco sicure'.
Secondo Fortress Europe, un sito web interamente dedicato alle vittime dell'immigrazione clandestina che pubblica mensilmente informazioni sul numero di persone che raggiungono clandestinamente le coste europee, a luglio sono affogate 79 persone nello stretto di Messina mentre cercavano di arrivare a Lampedusa o in altri punti della costa siciliana.
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