Mediobanca replica ad Assogestioni: metodologia corretta
Controreplica di Mediobanca alle critiche di Assogestioni sullo studio relativo ai fondi comuni d'investimento. "E' stato piu' volte chiarito -viene sottolineato a Piazzetta Cuccia sulla metodologia della ricerca- che gli aggregati hanno una loro valenza al di la' dei dati per singolo fondo" perche' "solo un aggregato puo' consentire infatti una valutazione di sintesi dell'industria". Alcuni dei risultati dello studio di Mediobanca "trovano conferma anche in analisi di ricercatori esteri, citati a suo tempo dalla stessa Assogestioni, rese disponibili nel sito internet dell'Ufficio Studi", che "pubblica anche i dati per singolo fondo e chiunque puo' verificarli". Quanto ai rilievi sui rendimenti, "il raffronto non e' stato fatto con un 'portafoglio' (la cui selezione richiede una consulenza) ma con i semplicissimi Bot a 12 mesi, rinnovati ad ogni inizio anno (la logica piu' elementare per un impiego privo di rischio) rispetto ai quali i fondi sono perdenti". Lo stesso raffronto, poi, "e' fatto ogni anno nella relazione annuale della Banca d'Italia". Sui rendimenti superiori al benchmark per il 50% dei fondi, si sottolinea in Mediobanca, "quelli analizzati dall'Ufficio Studi sono circa 900 e i fondi che hanno battuto il benchmark nel 2002 sono meno del 20%". E' comunque evidente la prevalenza di peso dei fondi che "hanno registrato performance sfavorevoli poiche' la media ponderata dei loro risultati e' chiaramente negativa". "E' difficile che fallisca un fondo -inoltre- dato che non puo' indebitarsi secondo i canoni delle imprese quotate". Questo pero' "non significa che non si siano verificate crisi gravi in questo settore: l'industria italiana dei fondi nacque in pratica una trentina d'anni fa proprio sulle ceneri del gruppo Ios, salvandone il ramo italiano (ma non era un fondo allora associato ad Assogestioni, che doveva ancora nascere)". Quanto ai rilievi sui fondi di diritto estero offerti da gestori italiani, "non vengono presi in considerazione semplicemente perche' non sono di diritto italiano". In ogni caso, si osserva, "non si vede per quale motivo debbano essere considerati fondi del Lussemburgo o di altri paradisi fiscali nel valutare i risultati degli stessi fondi di diritto italiano". Infine, due osservazioni: i rendiconti annuali riportano dati relativi a flussi originati nel corso di 12 mesi, il cui aggregato non puo' che essere valutato in una logica money-weighted e non time-weighted, e, sulle rifugio sicuro dalle fluttuazioni di borsa, "sarebbe piu' elegante lasciare che siano i risparmiatori a giudicarlo sulla base dei risultati conseguiti".
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