Venerdì 5 giugno 2026
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Il mercato dei crediti forestali

MONDO
Notizia ·
La California sta per approvare il Tropical Forest Standard, che consentirà alle aziende di compensare le loro emissioni di CO2 finanziando dei progetti di riforestazione o di protezione delle foreste già esistenti anche al di fuori del Nord America [Los Angeles Times; Lisa Song]

Tuttavia, secondo un'inchiesta condotta da Pro Publica, il meccanismo dei crediti forestali potrebbe funzionare peggio di quanto sperato. Molti dei progetti di riforestazione o di conservazione non durano quanto dovrebbero. Un progetto lanciato nel 2008 in Cambogia ha messo in vendita 48 000 crediti in cambio della conservazione di 13 siti forestali per un totale di 680 chilometri quadrati. Secondo alcuni dati satellitari raccolti da ProPublica, nel 2008 la superficie coperta da foreste era l'88% e oggi è solo il 46%. Per uno dei siti la copertura è passata dal 90% allo 0%.

Un altro punto importante dell'inchiesta di ProPublica riguarda l'affidabilità delle stime dei crediti forestali che ogni Paese può mettere sul mercato. In particolare l'inchiesta denuncia la difficoltà nello stimare l'effettiva "addizionalità" di certi interventi: il meccanismo di compensazione funziona solo se la riduzione delle emissioni supera quella che ci sarebbe stata senza la vendita dei crediti. I limiti sono sia nel monitoraggio della superficie coperta da foreste (deforestare piccole zone permette di truccare i dati satellitari) sia nel tenere in considerazione la degradazione delle foreste dovuta agli incendi (alcuni studi sostengono che questo diminuirebbe la stima del contenuto di anidride carbonica della foresta Amazzonica del 30%) [Pro Publica; Lisa Song]

I crediti forestali sono uno degli strumenti di compensazione delle emissioni previsti dal Clean Development Plan, uno dei meccanismi di flessibilità stabiliti dal protocollo di Kyoto. L'efficacia di questo piano nel fornire un guadagno ambientale netto è stata messa in dubbio da più di un rapporto scientifico e l'Unione Europea ha messo al bando la vendita dei crediti forestali dal suo mercato delle emissioni, ma nel frattempo importa dal Brasile prodotti che danneggiano l'ambiente e le popolazioni indigene della foresta Amazzonica.

In una lettera pubblicata su Science il mese scorso, un gruppo di oltre 600 scienziati ha chiesto all'Unione Europea di esigere standard ambientali più elevati per le merci che arrivano dal Brasile nel nostro continente. Questo può essere fatto senza mettere in pericolo l'economia del Paese: fermare la deforestazione manterrebbe intatti il volume e la distribuzione delle piogge permettendo così di sfruttare le terre già coltivate al massimo del loro potenziale. L'UE è il secondo più importante partner commerciale del Brasile [Science]
(Scienza in Rete)
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