Giovedì 4 giugno 2026
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Mercato droga. Rapporto Incb sulle Americhe

AMERICHE
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Gli Stati Uniti continuano ad essere il principale mercato della droga del mondo, l'America Centrale e i Caraibi l'area di transito preferita dai narcotrafficanti, mentre la zona andina (Bolivia, Colombia e Peru') resta l'area di massima produzione di cocaina. Questo il quadro del continente americano offerto dal dossier annuale dell'International Narcotics Control Board (Incb), organismo indipendente che ha il compito di monitorare l'applicazione delle convenzioni dell'Onu sul controllo della produzione del traffico di sostanze stupefacenti.
America del Nord. Come detto gli Stati Uniti continuano a essere il piu' grande mercato della droga e una delle principali destinazioni delle sostanze stupefacenti, dato che nel Paese sono prodotte solo cannabis e metanfetamine. Secondo l'Incb inoltre negli Usa si registra un fenomeno in crescita, l'abuso di farmaci prescrivibili contenenti principi attivi illeciti. Il dossier evidenzia poi un crescente problema sicurezza in Messico. Il numero delle morti violente legate al questo fenomeno e' raddoppiato tra il 2007-2008. L'organismo riconosce comunque gli sforzi fatti dal governo messicano per combattere la produzione e il traffico di sostanze stupefacenti, ma sottolinea come le organizzazioni criminali abbiano mantenuto e ampliato il controllo che esercitano sui flussi diretti verso l'America del Nord.
America Centrale e Caraibi. Continua a essere una delle principali zone di transito delle spedizioni di droga dirette in Nord America e in Europa. In particolare lo studio segnala come il Belize sia diventato una delle aree di passaggio piu' importanti per la cocaina proveniente dalla Colombia. "Impunita', corruzione e debolezza delle istituzioni - si legge nel dossier - minano il lavoro della giustizia e lo stato di diritto nella regione, nonostante i tentativi di riforma dei sistemi giudiziari". Il traffico di droga e' controllato dalla bande (maras) criminali che agiscono soprattutto nelle zone di frontiera con Salvador, Guatemala e Honduras. La droga passa per i Paesi centroamericani soprattutto via mare, ma e' in aumento il traffico per vie aeree. Inoltre si segnala un aumento del tasso di violenza legato al traffico di stupefacenti e il consumo nelle localita' turistiche dei Caraibi.
Rimane l'unica zona di produzione di cocaina che viene poi venduta sui mercati nordamericani ed europei. Nel 2008 ha raggiunto le 845 tonnellate, un 15 per cento in meno rispetto al 2007, soprattutto grazie alla forte diminuzione della coltivazione di coca in Colombia. Nel complesso le aree destinate alla coltivazione di coca, concentrate in Colombia (48,3 per cento) Peru' (33,5 per cento) e Bolivia (18,2 per cento), si sono ridotte dell'otto per cento nella regione rispetto al 2007, occupando 167.600 ettari. La contrazione della produzione di cocaina in Colombia e' stata pero' neutralizzata dall'aumento registrato negli altri due Paesi.
La coltivazione della pianta di coca nel 2008 in Bolivia e' aumentata del sei per cento, mentre in Peru' la crescita e' stata del 45 per cento tra il 1999 e il 2008, con un boom della produzione di cocaina del 36 per cento. Nel 2008 e' aumentata anche la produzione di droghe sintetiche.
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