Messico. Anticipazioni del rapporto Onu sulle droghe illegali 2003
Le coltivazioni di coca nel mondo sono diminuite del 18%, tra il 2001 e il 2002. Mentre le produzioni di marijuana e di anfetamine sono in crescita. Questa e' la conclusione del rapporto delle Nazioni Unite "Tendenze mondiali delle droghe illegali 2003" reso noto ieri in Messico durante una cerimonia accademica. La presentazione ufficiale avverra' il prossimo 26 giugno.
Secondo l'ufficio delle Nazioni Unite contro la Droga e il Crimine (Onudd) per il Messico e il Centroamerica: "la produzione di foglia di coca e' diminuita del 18%, dai 211.000 ettari nel 2001 ai 173.000 ettari alla fine del 2002". Nel periodo 2001-2002 c'e' stata una produzione illegale di "180.000 ettari di papavero da oppio " suddivisa tra "Afghanistan (78%); Myanmar (18%); Laos (3%); Colombia (1%); Messico, Pakistan, Thailandia, Vietnam e altri (1%)". Per quanto riguarda le tendenze mondiali del consumo di droghe "piu' di 200 milioni di persone nel mondo consumano droghe illegali" stima l'organizzazione dell'Onu. Per la precisione: "163 milioni di consumatori di cannabis; 34 milioni di consumatori di anfetamine; 8 milioni di consumatori di ecstasy; 14 milioni di cocaina e 15 milioni di oppiacei (di cui 10 milioni di eroina)". José Vila del Castillo, rappresentante regionale per il Messico e il Centroamerica dell'Onudd, ha indicato che nella statistica compaiono anche le persone che fanno uso di piu' di una sostanza.
Il rapporto preliminare elenca anche le cause piu' comuni per l'uso indebito e l'abuso di droghe: "problemi sociali e economici"; "situazioni di violenza e salute mentale"; "disintegrazione familiare"; "cambiamenti di ruoli nelle strutture sociali"; "assestamento di nuovi modelli culturali"; "guerra"; "mancanza di prospettiva e di protezione sociale".
Mentre il lavoro preventivo deve fondarsi sulla "realta' contemporanea", "l'utilizzazione delle risorse istituzionali", "sui legami con la societa' civile organizzata", sull'"apprendimento delle esperienze nazionali e internazionali" e sull'"insegnare ad affrontare efficacemente le situazioni di rischio".
Secondo l'ufficio delle Nazioni Unite contro la Droga e il Crimine (Onudd) per il Messico e il Centroamerica: "la produzione di foglia di coca e' diminuita del 18%, dai 211.000 ettari nel 2001 ai 173.000 ettari alla fine del 2002". Nel periodo 2001-2002 c'e' stata una produzione illegale di "180.000 ettari di papavero da oppio " suddivisa tra "Afghanistan (78%); Myanmar (18%); Laos (3%); Colombia (1%); Messico, Pakistan, Thailandia, Vietnam e altri (1%)". Per quanto riguarda le tendenze mondiali del consumo di droghe "piu' di 200 milioni di persone nel mondo consumano droghe illegali" stima l'organizzazione dell'Onu. Per la precisione: "163 milioni di consumatori di cannabis; 34 milioni di consumatori di anfetamine; 8 milioni di consumatori di ecstasy; 14 milioni di cocaina e 15 milioni di oppiacei (di cui 10 milioni di eroina)". José Vila del Castillo, rappresentante regionale per il Messico e il Centroamerica dell'Onudd, ha indicato che nella statistica compaiono anche le persone che fanno uso di piu' di una sostanza.
Il rapporto preliminare elenca anche le cause piu' comuni per l'uso indebito e l'abuso di droghe: "problemi sociali e economici"; "situazioni di violenza e salute mentale"; "disintegrazione familiare"; "cambiamenti di ruoli nelle strutture sociali"; "assestamento di nuovi modelli culturali"; "guerra"; "mancanza di prospettiva e di protezione sociale".
Mentre il lavoro preventivo deve fondarsi sulla "realta' contemporanea", "l'utilizzazione delle risorse istituzionali", "sui legami con la societa' civile organizzata", sull'"apprendimento delle esperienze nazionali e internazionali" e sull'"insegnare ad affrontare efficacemente le situazioni di rischio".
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