Messico. Aumenta la violenza connessa alle droghe
Nelle strade del quartiere Morelia, un gruppo di persone piange la morte di un poliziotto ucciso da sospetti trafficanti di droga. "Non stiamo vincendo questa guerra", ha dichiarato un poliziotto venuto a rendere omaggio alla salma. "Anzi, sta diventando sempre peggiore".Nel mese di luglio, sei mesi dopo che il presidente Felipe Calderon invio' l'esercito e poliziotti federali sulle strade per combattere le droghe e il crimine organizzato, si registro' un calo degli atti di violenza, ma dal mese di novembre la violenza e' ricominciata. Dall'inizio del 2008, 641 persone sono state amazzate in atti connessi alle droghe e al crimine organizzato. Un aumento del 30% rispetto al medesimo periodo del 2007.
Il ministro della Giustizia, Eduardo Medina Mora, ha ammesso che i cartelli delle droghe sono meglio equipaggiati delle forze dell'ordine. "Le loro armi sono migliori e piu' sofisticate di quelle della polizia", ha dichiarato la scorsa settimana nel meeting a Washington, dove ha riportato le decisioni del suo Paese di schierare l'esercito contro i cartelli.
Il ministro ha annunciato che, sebbene gli aiuti finanziari di Washington siano focalizzati nella "Marida Initiative", il Governo messicano ritiene che gli Stati Uniti debbano intervenire anche sul confine messicano per bloccare il traffico di armi.
Il giro di affari delle droghe messicane influenza gli Usa. Stime ufficiali Usa rivelano che il 90% della cocaina che entra nel Paese proviene dal Messico, il quale esporta anche le metanfetamine. I trafficanti messicani guadagnano da questo traffico circa 8,7 miliardi di euro l'anno.
La parte settentrionale del Messico e' quella che sta maggiormente soffrendo per gli omicidi selvaggi, ma e' questione di poco tempo che anche la California, il Texas e altri Stati di confine siano colpiti da questi atti di violenza.
Nello Stato di Chihuahua, a sole 100 miglia dal Texas, ci sono stati da gennaio 130 omicidi connessi alle droghe, rispetto ai 148 di tutto il 2007.
Tratto dal Financial Times del 20 marzo 2008 (trad. Katia Moscano)
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →
Potrebbe interessarti