Venerdì 5 giugno 2026
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Messico. In aumento le coltivazioni di oppio e coca...e spunta il primo 'narcomarino'

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Nonostante l'impiego massiccio dell'esercito ed una offensiva senza precedenti contro il narcotraffico lanciata dal Governo messicano, e' cresciuta la coltivazione di oppio e cocaina. E' questo il dato principale che emerge dal rapporto annuale dell'Undcp, l'agenzia della Nazioni Unite che si occupa di combattere la droga e il crimine internazionale. Secondo i dati dell'ufficio Onu, che ha sede a Vienna, il nuovo crocevia dei traffici e' l'Africa Occidentale e in particolare la Guinea Bissau, che avrebbe superato il Messico nel triste primato. Per il direttore dell'agenzia, l'italiano Antonio Costa, potrebbe diventare un vero e proprio 'narco-Stato'. 'Gli stati nei Caraibi, in America centrale e in Africa Occidentale cosi' come le regioni al confine con il Messico, sono tutti in mezzo al fuoco incrociato fra i piu' grandi produttori di coca, i paesi delle Ande, e i maggiori produttori, Nord America ed Europa'. Le coltivazioni di coca si trovano soprattutto in Colombia, Bolivia e Peru'. In Colombia la coltivazione e' cresciuta nel 2007 del 27% rispetto all'anno precedente: tuttavia la resa calante di queste colture fa si' che a quest'aumento della produzione non corrisponde anche quello della coltivazione. Il Peru' e' il Paese che produce piu' coca, con il 28% dell'intera produzione mondiale. La produzione dell'oppio si e' concentrata soprattutto in Afghanistan e Birmania. L'80 per cento delle coltivazioni si trova in cinque province meridionali dell'Afghanistan, tutte controllate dai Taleban. 'La resa piu' alta delle colture ha generato una notevole produzione a livello mondiale, doppia rispetto al 2005'. 'La lotta al narcotraffico e quella al terrorismo devono proseguire di pari passo' ha commentato il direttore Costa. La produzione di droga e' concentrata soprattutto nelle zone controllate da gruppi ribelli ai governi centrali: e' il caso delle Farc in Colombia e dei Taleban in Afghanistan. Riguardo alla Colombia, Costa sottolinea che 'in futuro, quando si arrivera' allo smantellamento delle Farc, sara' piu' facile controllare la situazione'.   

IL NARCOMARINO -
Per il Messico è una novità assoluta, ma le rotte del narcotraffico dalla Colombia da tre anni almeno (risale al 2006 il primo sequestro delle autorità di Bogotà, ce ne sono stati altri otto) includono quelle sotto i mari. E il sottomarino artigianale intercettato due giorni fa a 320 chilometri dalle coste dello Stato di Oaxaca è solo una conferma: la cocaina viaggia verso il Nord America anche cosí. La vera 'sorpresa' è invece la difesa dell'equipaggio, che si professa non solo ignaro del carico ma anche costretto a trasportarlo. 
Il sottomarino intercettato dai radar e poi fermato una volta riemerso in superficie era carico di droga: coca, confermano le autorità senza specificare il quantitativo. Dieci metri di lunghezza, forma affusolata, torretta e parte superiore del natante dipinte di verde, anche per mimetizzarsi con le acque. Artigianale, ma corrispondente allo stesso progetto già noto all'anti-droga colombiana ma anche guatemalteca; oltre che alla Dea statunitense, almeno per conoscenza. 
I quattro uomini a bordo si sono arresi senza opporre resistenza. Hanno spiegato di essere partiti una settimana prima dal porto di Buenaventura, in Colombia, sostenendo di essere semplici pescatori del posto. Su quel sottomarino ci sono finiti perchè costretti: i narcos avevano assicurato ritorsioni sui loro familiari se si fossero opposti e "non sapevamo che cosa c'era a bordo perchè non lo abbiamo mai visto, era tutto sigillato", ha aggiunto Jose Felix Enriquez.    
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