Messico. Bollettino di guerra alla droga 2008: oltre 5.300 morti
Quest'anno, le persone uccise in Messico per motivi legati al narcotraffico ha raggiunto il numero di 5.376, praticamente il doppio dell'anno scorso quando gli omicidi furono 2.447. Lo ha comunicato il procuratore generale dello Stato, Eduardo Medina Mora, in un incontro con i corrispondenti stranieri. Lo spettacolare aumento di morti violente legate al narcotraffico e all'uso di droghe avviene malgrado i colpi inferti dalla polizia ai clan, nell'ambito della guerra aperta contro di loro dall'esecutivo di Felipe Calderon. Il mese piu' violento della storia recente del paese e' stato novembre, con 943 omicidi. I crimini da narcotraffico si concentrano soprattutto a Chihuahua, Sinaloa e Bassa California -Stati del nordest- a causa dell'esasperazione della violenza per tradimenti e vendette tra i cartelli che si contendono il mercato. Si tratterebbe di un processo di disgregazione delle organizzazioni criminali, come e' gia' accaduto in Italia e in Colombia. Per far fronte alla situazione, il Messico conta su un piano di aiuti degli Stati Uniti, noto come Iniciativa Merida: uno stanziamento di 1.400 milioni di dollari entro il 2010. A questo proposito, Medina Mora ha detto che sebbene la cifra sia marginale rispetto a quanto investe il Messico ogni anno nella lotta alla droga, rappresenta tuttavia "un passo significativo": Secondo i dati del suo dipartimento, anche la vendita di armi alla frontiera Usa con il Messico rende difficile la lotta alla criminalita' organizzata. Dei 107.000 negozi autorizzati a vendere armi, 12.000 sono vicini alla frontiera messicana e hanno un ritmo di vendita due volte superiore a quello delle altre zone statunitensi. Si calcola che il 25% del commercio delle armi abbia luogo nelle aree limitrofe.La guerra alla droga in Messico:
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