Giovedì 4 giugno 2026
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Messico. Cade l'elicottero e muore lo zar antidroga

Notizia ·
Lo 'zar antinarcos' messicano, il ministro per la sicurezza pubblica, Ramon Marin Huerta e' morto mercoledi' sera insieme ad altre sette persone, tra le quali il capo della polizia preventiva Tomas Valencia, quando l'elicottero sul quale si trovavano si e' sfracellato in una zona montagnosa a 30 chilometri da Citta' del Messico.
"E' stato un tragico incidente ed ho perso non solo un collaboratore, ma un amico", ha sottolineato in un commosso messaggio alla nazione il presidente Vicente Fox che, inoltre, ha rivolto un appello ai media affinche' "non vi siano speculazioni" sulla sua scomparsa.
In effetti, gia' alle prime notizie dell'incidente, sono cominciate a circolare le prime versioni su un eventuale attentato messo a segno dai cartelli del narcotraffico che, in Messico -ritenuto dagli Usa il principale crocevia della droga, soprattutto eroina, che arriva sul mercato locale-, costituiscono un immenso potere, al quale si ascrivono gia' diversi altri omicidi "eccellenti", cosi' come una indiscussa possibilita' di influire sulle elezioni presidenziali del 2006.
Anche perche' poi, il ministro Huerta era diretto verso la prigione di massima sicurezza di La Palma, 55 chilometri ad ovest di Citta' del Messico, per presenziare ad una cerimonia in cui avrebbero prestato giuramento nuovi responsabili e guardie del penitenziario, in sostituzione di altri sospettati di essere al soldo di Osiel Cardenas Guillen e Bejamin Arellano Felix, due tra i piu' potenti narcoboss messicani. I due sono reclusi da tempo nel carcere ed hanno appena siglato un accordo per porre fine ai sanguinosi regolamenti dei conti in cui erano impegnati finora per dirigere senza problemi, dalle loro celle, le rispettive organizzazioni.
Il primo di essi, inoltre, un paio di settimane fa, aveva anche minacciato di morte Jose' Antonio Bernal Guerrero, un alto esponente della Commissione per i diritti umani e 'ombudsman' del Messico, anche lui a bordo dell'elicottero precipitato.
Cardenas Guillen, capo del Cartello del Golfo, uno dei piu' importanti e violenti del paese, detenuto dal 2003, al di la' dell' occuparsi di mandare avanti la sua organizzazione, lo scorso gennaio aveva infatti denunciato in una lettera inviata ai media che nel carcere i detenuti "subiscono un trattamento inumano".
"Bernal Guerrero aveva ricevuto minacce di morte e si stava recando a La Palma insieme al ministro per verificare che si mantenessero le garanzie fondamentali dei reclusi, ma anche che non usufruissero di alcun privilegio", ha sostenuto in proposito in un comunicato la Commissione nazionale per il diritti umani. L'organismo ha anche ricordato che, anche recentemente, l"ombudsman' aveva sostenuto in varie interviste che "le strutture mafiose governano in modo illegittimo la maggioranza delle carceri del Paese" e che,"le prigioni forniscono fondi neri ai governi degli stati e delle province".
Insomma un diretto 'avversario' della collusione tra i boss del narcotraffico in carcere e non pochi settori politici, ora piu' in auge che mai in vista delle presidenziali.
Secondo i primi accertamenti, l'elicottero con a bordo lo 'zar antidroga', il capo della polizia e l"ombudsman' e' precipitato a causa della spessa nebbia in cui si e' trovato di colpo quando era ad appena 20 chilometri dal carcere. Ma, nonostante le assicurazioni di Fox, alcuni media continuano a non escludere l'ipotesi dell'attentato.
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