Venerdì 5 giugno 2026
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Messico. In caduta l'esportazione di droghe, uno studio

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Secondo uno studio diffuso dal quotidiano messicano El Universal, dal 1991 al 2000 il mercato delle esportazioni di droghe illegali, dal Messico verso gli Usa, sarebbe crollato del 60%. L'autore della ricerca e' Carlos Resa Nestares, professore di Economia Applicata all'Universita' Autonoma di Madrid, esperto di criminalita' organizzata a livello internazionale, con particolare riferimento al narcotraffico.
Nel 1991 le esportazioni messicane di cocaina, eroina, marijuana e metanfetamine erano di 11.700 milioni di Usd, per arrivare nel 2000 a 3.900 milioni di dollari. Per spiegare questo vero e proprio "crollo", la ricerca offre tre variabili fondamentali: la discesa dei prezzi delle droghe illegali; la diminuzione del consumo delle droghe illegali e infine la perdita di fette di mercato statunitense e canadese da parte dei prodotti messicani. All'effetto prezzo viene attribuito il 65% di responsabilita' sulla diminuzione totale del valore delle esportazioni. L'effetto quantita', ovvero il calo del consumo e la perdita di mercato delle droghe messicane, spiega solo il 36% del valore totale del mercato del narcotraffico perso.
Ripartito per sostanze, il mercato che ha perso di piu' e' quello dell'eroina (80%), la cocaina (65%), la marijuana (47%), mentre per le metanfetamine il mercato in crescita si spiega solo perche' dieci anni fa i livelli erano estremamente bassi.
Cosi' se negli Usa nel 1991 le droghe messicane rappresentavano il 12% del mercato illegale, nel 2000 la fetta messicana si e' ridotta al 6,4% del totale.
Secondo lo studio del professor Resa Nestares, quella messicana non e' una "narcoeconomia", infatti se all'inizio degli anni novanta le esportazioni di droghe illegali erano vicine ai 12 mila milioni di dollari, questo rappresentava l'equivalente del 3% del prodotto interno lordo del Messico; oggi, che sono circa 4 mila milioni di dollari, rappresentano solo lo 0,7% del Pil.
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