Messico. Il capo del cartello di Tijuana assolto per l'omicidio del cardinale
Il narcotrafficante messicano Benjamin Arellano Felix, capo del cartello di Tijuana, e' stato assolto oggi in corte d'appello dall'accusa di omicidio del cardinale Juan Jesus Posadas Ocampo, assassinato in circostanze oscure il 24 maggio 1993 durante un apparente conflitto a fuoco tra bande di narcotrafficanti all'aeroporto di Guadalajara. La corte ha assolto il narcotrafficante, catturato il 9 marzo scorso, per insufficienza di prove.
La difesa di Arellano Felix ha sostenuto che il giorno dell'omiciido il boss era padrino ad un battesimo a Tijuana, a molte centinaia di chilometri di distanza da Guadalajara, ed ha presentato alla corte un certificato firmato da un parroco della cittadina al confine con la California.
Secondo la tesi ufficiale, il cardinale sarebbe finito casualmente nel mezzo di un regolamento di conti tra sicari delle bande di narcotrafficanti dei fratelli Arellano Felix e di Joaquin 'El Chapo' Guzman. La tesi e' stata recentemente confutata dal successore di Posadas Ocampo nella diocesi di Guadalajara, cardinale Juan Sandoval Iniguez, il quale ha definito l'assassinio "un omicidio di stato" ed ha invitato le autorita' "a fare piena luce" sull'episodio.
Nel marzo scorso, il ministro dell'Interno ipotizzo' un'audizione dell'ex nunzio vaticano in Messico Girolamo Prigione, il quale raccolse in confessione, nel 1993, dettagli sull'omicidio del cardinale Posadas Ocampo dai fratelli Ramon e Benjamin Arellano Felix, allora latitanti. Dopo l'arresto, la procura non e' riuscita a far condannare Arellano Felix. Il boss del cartello di Tijuana, oltre che per l'omicidio del cardinale, e' stato infatti assolto anche per l'accusa di aver fatto entrare illegalmente negli Stati Uniti un container pieno di cocaina. Nei suoi confronti restano ancora le imputazioni di associazione a delinquere, reati contro la salute e corruzione. Ramon Arellano Felix e' stato invece ucciso durante un conflitto a fuoco con la polizia.
I due fratelli Arellano Felix sono stati per anni nella lista dei dieci criminali piu' ricercati dell'Fbi, la polizia federale statunitense.
La difesa di Arellano Felix ha sostenuto che il giorno dell'omiciido il boss era padrino ad un battesimo a Tijuana, a molte centinaia di chilometri di distanza da Guadalajara, ed ha presentato alla corte un certificato firmato da un parroco della cittadina al confine con la California.
Secondo la tesi ufficiale, il cardinale sarebbe finito casualmente nel mezzo di un regolamento di conti tra sicari delle bande di narcotrafficanti dei fratelli Arellano Felix e di Joaquin 'El Chapo' Guzman. La tesi e' stata recentemente confutata dal successore di Posadas Ocampo nella diocesi di Guadalajara, cardinale Juan Sandoval Iniguez, il quale ha definito l'assassinio "un omicidio di stato" ed ha invitato le autorita' "a fare piena luce" sull'episodio.
Nel marzo scorso, il ministro dell'Interno ipotizzo' un'audizione dell'ex nunzio vaticano in Messico Girolamo Prigione, il quale raccolse in confessione, nel 1993, dettagli sull'omicidio del cardinale Posadas Ocampo dai fratelli Ramon e Benjamin Arellano Felix, allora latitanti. Dopo l'arresto, la procura non e' riuscita a far condannare Arellano Felix. Il boss del cartello di Tijuana, oltre che per l'omicidio del cardinale, e' stato infatti assolto anche per l'accusa di aver fatto entrare illegalmente negli Stati Uniti un container pieno di cocaina. Nei suoi confronti restano ancora le imputazioni di associazione a delinquere, reati contro la salute e corruzione. Ramon Arellano Felix e' stato invece ucciso durante un conflitto a fuoco con la polizia.
I due fratelli Arellano Felix sono stati per anni nella lista dei dieci criminali piu' ricercati dell'Fbi, la polizia federale statunitense.
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →
Potrebbe interessarti