Domenica 7 giugno 2026
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Messico. Catturato un narcos, o, forse, un architetto

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Le autorita' messicane ritengono di aver catturato Vicente Carrillo, capo del potente cartello della droga di Juarez, in quella che rappresenterebbe una vittoria di primo piano contro i narcotrafficanti responsabili di un'esplosione di violenze al confine con gli Usa.
Ma il principale network tv del Paese ha detto ieri che i test del dna hanno indicato che l'uomo non sarebbe Carrillo, uno dei principali baroni messicani della droga e inserito nella lista dei 10 ricercati internazionali piu' pericolosi redatta dal servizio antidroga Usa.
Il sospetto e' stato arrestato sabato in un centro commerciale di Citta' del Messico. Gli inquirenti stanno effettuando i test del Dna e il controllo delle impronte digitali per verificare la sua identita', dato che Carrillo sarebbe stato sottoposto a una vasta operazione di plastica facciale.
"Presumiamo che sia Vicente Carrillo, ma non c'e' la conferma definitiva", ha detto il portavoce del Governo Ruben Aguillar. "Posso solo confermare (l'arresto), nel corso della giornata l'ufficio del ministro della Giustizia fornira' dettagli sulla vicenda".
Ma l'atteso comunicato non e' comparso e la stazione tv ha annunciato che l'uomo arestato non e' Carrillo ma un architetto, Joaquin Romero Aparicio. Carrillo, capo del Cartello di Juarez insieme a Juan José Esparragoza, ex ufficiale di polizia, e' il fratello del fondatore della banda, Amado Carrillo, morto su un tavolo operatorio nel 1997 mentre si sottoponeva a un intervento di chirurgia plastica.
Il Cartello di Juarez e' una confederazione di clan che smercia cocaina dalla Colombia e marijuana coltivata in zona verso gli Usa. Finora, sono circa 500 le persone uccise quest'anno in atti di violenza legati al traffico di droga, anche dopo che il presidente messicano Vincente Fox ha lanciato "la madre di tutte le battaglie" contro le bande di narcotrafficanti.
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