Venerdì 5 giugno 2026
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Messico. La Chiesa precisa sulle narcoelemosine

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La Chiesa Cattolica messicana respinge categoricamente il denaro che dovesse essere offerto da persone legate al narcotraffico, perche' "dietro di esso vi sono famiglie disintegrate, speranze distrutte, violenza ed assassinii". Lo ha assicurato l'archidiocesi di Citta' del Messico.
La puntualizzazione si e' resa necessaria dopo che alcuni giorni fa il vescovo di Aguascalientes, Ramon Godinez Flores, ha sostenuto che la chiesa cattolica non ha l'obbligo di indagare da dove venga il denaro delle elemosine, perche' il denaro "si purifica" con la buona intenzione di aiutare.
Ora attraverso il periodico 'Desde la fe', l'episcopato della capitale sottolinea che qualsiasi sacerdote che dovesse accettare denaro proveniente da organizzazioni di narcotrafficanti si fa complice di "atti abominevoli".
Sulla vicenda era intervenuta anche la Conferenza dell'Episcopato Messicano (CEM) con un comunicato per spiegare che la Chiesa rifiuta ogni donazione economica la cui origine sia illecita, soprattutto se proviene dal narcotraffico.
Il comunicato, firmato dal segretario generale della CEM e Vescovo di Texcoco, monsignor Carlos Aguiar Retes, sottolineava che e' "un dato ben noto che la Chiesa cattolica rifiuta sistematicamente qualsiasi condotta pubblica contraria all'etica". "Questo rifiuto e' particolarmente energico quando si tratta di un crimine serio come il narcotraffico, che provoca gravissimi danni a tante famiglie e a tutto il tessuto sociale ed economico del nostro Paese e di tutto il mondo". "La Chiesa cattolica e' inoltre una delle istituzioni piu' impegnate nel recupero dei tossicodipendenti e nella creazione delle condizioni di giustizia sociale necessaria affinche' la droga non metta radici tra i giovani".
Per questo motivo, ogni ipotesi di collaborazione della Chiesa con il "commercio di droga" non solo manca completamente di fondamento, scrivevano i vescovi, ma contraddice la sua enorme opera di assistenza sociale.
Per quanto riguarda le donazioni, l'episcopato messicano riferisce che "tutti sanno che per lasciare un'elemosina in una chiesa non e' necessario identificarsi, ma -purtroppo- sono quantita' di denaro modeste". "Quando invece si tratta di cifre ingenti, la Chiesa segue come norma pratica quella di chiedere che il donatore si identifichi, e quando sa che il denaro ha un'origine illecita lo rifiuta per evitare qualsiasi complicita' con il crimine".
La Chiesa messicana ha infine manifestato il proprio rifiuto di qualsiasi coinvolgimento con il traffico della droga anche impedendo che "quanti sono pubblicamente noti come narcotrafficanti siano padrini di battesimo o testimoni di matrimonio o esercitino qualsiasi incarico o responsabilità all'interno della Chiesa".
La Chiesa, conclude il documento, "ha tradizionalmente raccomandato di seguire l'esempio evangelico di Zaccheo, che essendosi arricchito illegittimamente arrivo', incontrando Gesu', a prendere coscienza del proprio peccato e distribuì la maggior parte delle sue ricchezze ai poveri".
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