Messico. Dove c'e' il subcomandante Marcos non c'e' piu' droga
Nell'avvicinarsi alla data in cui si compiranno i 10 anni dalla rivolta degli zapatisti nel Chiapas (1 gennaio 1994), si possono trovare diversi bilanci del modo in cui l'Esercito Zapatista di Liberazione Nazionale, l'Ezln, ha amministrato i villaggi indigeni dello Stato messicano sotto l'influenza del subcomandante Marcos.Un lancio dell'agenzia Efe a firma Luis Granovsky racconta cosi' come grazie all'Ezln in questo arco di tempo dalla vita degli indigeni sono scomparsi droghe, alcol, delinquenza, prostituzione, violenza familiare. Di piu' la vita delle donne e dei bambini e' decisamente migliorata, grazie ad una vera e' propria lotta contro il patriarcalismo, tale che le donne ora hanno pari diritti degli uomini e hanno conquistato anche quello di innamorarsi di chi vogliono, mentre i bambini non sono piu' solo delle fonti di ingresso grazie al loro lavoro e recettori di violenza, ma finalmente hanno il diritto di andare a scuola, in una societa' in cui solo 10 anni fa l'analfabetismo colpiva l'80% della popolazione.
Se il governatore del Chiapas, Pablo Salazar, lo scorso 15 dicembre aveva ammesso che il 70% dei crimini era da collegarsi all'alcolismo, nelle aree sotto il controllo del subcomandante Marcos questi "vizi" sono stati estirpati. Secondo l'antropologo Héctor Diaz Polanco cio' e' avvenuto grazie ad un nuovo modo di fare politica. "Lo zapatismo, tra le novita' che ha portato con se', quelle di maggiore impatto sono state le nuove relazioni sociali, fondate su una nuova etica, cosi' come l'impatto di questa nuova etica nella forma di fare politica", spiega Diaz Polanco. Gli zapatisti, infati, mentre promuovevano campagne contro il consumo di alcol e droghe realizzavano campagne educative per insegnare a leggere e a scrivere.
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