Venerdì 5 giugno 2026
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Messico. Guerra alla droga: arriva don Ciotti

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L'associazione Libera, fondata nel 1995 dal don Luigi Ciotti per sollecitare l'impegno della società civile contro le mafie, ha inviato una delegazione in Messico su invito della autorità locali per cercare di esportare nel Paese la propria esperienza maturata in quindici anni in Italia contro il crimine organizzato, la corruzione, l'illegalità e il narcotraffico. "In Messico - scrive in una nota lo stesso Ciotti - è una vera e propria emergenza criminalità organizzata del narcotraffico. Piú di ottomila vittime nel corso del 2008, i telegiornali che aprono con la notizia dei 'morti del giorno', la corruzione, l'illegalità e un diffuso senso di impotenza di fronte a una violenza, quella dei cartelli del narcotraffico, che sta mettendo in ginocchio vaste zone del Paese".

Ieri Ciotti ha presentato i progetti e l'esperienza di Libera di fronte all'assemblea dei vescovi della Conferenza episcopale messicana ribadendo "l'importanza dell'educazione e dell'informazione, con i percorsi nelle scuole di ogni grado e le collaborazioni con le università, della vicinanza ai familiari delle vittime delle mafie, perch, la memoria diventi impegno per il cambiamento. L'uso sociale dei beni confiscati per dare lavoro e prospettive diverse alle persone che vivono nei territori di mafia. Infine la globalizzazione dell'impegno, risposta necessaria a quella delle organizzazioni criminali, con la costituzione di una rete internazionale di giovani e cittadini desiderosi di sporcarsi le mani per affermare diritti e costruire giustizia sociale".

"Una risposta - conclude don Ciotti - che in modo articolato, collaborando con le forze dell'ordine, la magistratura, il mondo delle scuole e del lavoro, vuole rispondere alla violenza dei cartelli e delle organizzazioni criminali. Una violenza che si manifesta in maniera diretta, con omicidi, estorsioni, intimidazioni. In modo strutturale attraverso la corruzione e la infiltrazione nei centri del potere e in modo culturale, attraverso la diffusione di comportamenti, gesti e codici che trovano nell'individualismo irresponsabile e nelle varie forme di illegalità il terreno fertili".

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