Messico. Intensificata lotta contro il narcotraffico
Dopo i 7.000 militari inviati tre settimane fa nello stato di Michoacan, zona ovest del Paese, per arginare il narcotraffico e la feroce violenza che lo caratterizza, il governo del presidente Felipe Calderon ne ha dislocati oggi altri 3.300 nello stato di Tijuana, allo scopo di affrontare il cartello dei fratelli Arellano Felix, da anni la piu' potente organizzazione messicana che controlla l'invio della droga negli Stati Uniti.'Non permetteremo che nessun stato sia ostaggio della malavita organizzata', ha assicurato il ministro degli interni, Francisco Ramirez Acuna nel dare il via all'operazione, che, tra l'altro, conta su 21 aerei, 9 elicotteri e 28 imbarcazioni.
In particolare, la marina e' impegnata nel perlustrare l'area di mare antistante Tijuana, intercettando battelli sia messicani che battenti bandiera estera.
Al di la' degli ingenti carichi di ogni sorta di droga diretti per lo piu' negli Usa, solo l'anno scorso, nello stato di Tijuana, nella lotte tra bande rivali vi sono stati 530 morti, oltre un quarto del totale nazionale.
In proposito, ieri, la Commissione per la sicurezza pubblica della Camera dei deputati, ha reso pubblico un documento in cui si afferma che nei sei anni (2001-2006) del mandato del capo dello stato Vicente Fox, gli scontri tra i cartelli della droga e dei loro killer contro le forze dell'ordine hanno provocato 9.000 vittime, la meta' delle quali nello stato di Michoacan.
'A poco a poco, strapperemo dalle mani della malavita organizzata le nostre strade e le nostre citta'', ha assicurato alla tv Calderon, mentre il deputato Franciscos Santos, del Partito della rivoluzione democratica (Prd) di sinistra e membro della Commissione ha riconosciuto che l'operativo in corso nella regione di Michoacan 'ha gia' un po' ridotto il numero degli omicidi', da narcotraffico.
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