Sabato 6 giugno 2026
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Messico. Intero battaglione militare "arrestato" per narcotraffico

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Oltre 500 militari si trovano di fatto in stato di arresto da undici giorni in una caserma dello Stato settentrionale di Sinaloa con l'accusa di traffico di stupefacenti. La base e' circondata dalla polizia militare e alcuni militari agli arresti sarebbero stati torturati "con scariche elettriche" durante gli interrogatori, secondo quanto denunciato dai loro familiari.
E' la prima volta in Messico che viene eseguito un arresto di massa di militari per traffico di stupefacenti.
L'arresto -non ancora confermato ufficialmente- riguarda l'intero XI Battaglione di fanteria di stanza a Guamuchil.
Il presidente della Commissione statale per i diritti umani, Jaime Cinco Soto, ha rivelato che le autorita' militari gli hanno impedito l'ingresso nella caserma e si sono rifiutate di fornire spiegazioni circa l'arresto di massa.
Decine di familiari dei militari, in gran parte donne con bambini al seguito, stazionano da giorni davanti all'ingresso della caserma, sorvegliato giorno e notte da decine di agenti della polizia militare che filmano con telecamere i familiari in attesa di notizie.
Il Fronte per i diritti umani, una Ong locale, ha denunciato "trattamenti crudeli e degradanti" nei confronti dei militari consegnati in caserma ed ha sollecitato un intervento delle organizzazioni umanitarie internazionali, oltre ad un intervento della magistratura civile.
Nello Stato di Sinaloa operano alcuni cartelli di narcotrafficanti e si registra un'alta incidenza di contrabbando verso gli Usa.
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