Lunedì 8 giugno 2026
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Messico. La lotta per la successione dei capi dei cartelli del narcotraffico

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La cattura dei principali capi dei cartelli messicani del narcotraffico ha riacceso la lotta per il controllo del traffico di droghe verso gli Stati Uniti, parola del ministro della Difesa, Clemente Vega. Negli ultimi 18 mesi sono stati infatti arrestati i presunti capi dei cartelli di Tijuana, Benjamín Arellano (9 marzo 2002); del Golfo, Osiel Cárdenas (14 marzo 2003); e del Milênio, Armando Valencia (16 agosto 2003). Alla fine di luglio, inoltre, era stata disarticolata una rete di trasporto e distribuzione di droghe del cartello di Sinaloa, che riforniva la parte sudorientale degli Usa. Nell'operazione era stato arrestato Manuel Medina Campas, ritenuto il capo del gruppo.
Il ministro Vega in dichiarazioni rilasciate ieri a W Radio, ha rimarcato come l'ultimo arresto importante, quello di Armando Valencia -con altri sette presunti trafficanti- era da collegarsi ad uno scontro tra poliziotti e militari con narcotrafficanti all'inizio di agosto, quando 5 persone vennero uccise a Novo Laredo, alla frontiera con gli Stati Uniti. Poco dopo, 198 dei 700 poliziotti municipali di questa citta' erano stati sospesi dalle loro funzioni, ed erano finiti sotto indagini per possibili legami con il crimine organizzato. "Stanno lottando per dominare certe aree che sono senza leaders. I narcotrafficanti stanno lottando per conquistarsi spazi per il proprio traffico di droghe", ha spiegato Vega.
Secondo i dati della Procura Generale sono sette i grandi cartelli che operano in Messico, il principale fornitore di droghe degli Stati Uniti.
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