Mercoledì 10 giugno 2026
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Messico. Ministro Esteri risponde a ex direttore della Cia: non stiamo perdendo il controllo del territorio

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Il ministro degli esteri messicano, Patricia Espinosa, ha negato che nel Paese esistano 'territori fuori controllo' o 'dominati dai narcos', riferendosi alla lettera che l'ex direttore della Cia, George Tenet, qualche giorno fa ha inviato al figlio per sconsigliargli di passare le vacanze ad Acapulco, visti i rischi legati al narcotraffico. 'I narcos non hanno il controllo assoluto in nessuna parte del territorio nazionale', ha puntualizzato il ministro incontrando la stampa, definendo la lettera di Tenet 'fondata su argomenti parziali e superficiali'. Secondo Bill Harlow, portavoce di Tenet, l'ex capo della Cia avrebbe chiesto al figlio di scegliere un altro Paese come destinazione per le vacanze. Tenet, che ha lasciato la Cia nel 2004, ha a sua volta sottolineato che prima di consigliare al figlio di evitare il Messico, si era consultato con funzionari pubblici del Paese latinoamericano.   

50 MILA INDIGENI COLTIVANO DROGHE,MA NON TRAFFICANO 
- Sarebbero 50 mila gli indigeni messicani occupati nella coltivazione di sostanze stupefacenti: a renderlo pubblico e' stato Xavier Abreu Sierra, funzionario della Commissione Nazionale per lo Sviluppo dei Popoli Indigeni. 'Non possiamo nascondere il sole con un dito', ha detto. 'Negli stati del Michoacan e nel Guerrero il narcotraffico si e' infiltrato nel tessuto sociale, pur restando chiaro che l'attivita' indigena si limita alla semina e al raccolto, non al traffico ne' alla vendita di droga', ha puntualizzato Sierra. Secondo le stime presentate dall'esperto, sarebbero almeno 60 le comunita' indigene la cui principale attivita' economica consiste nella coltivazione di droga. Queste comunita' fanno parte dei 10 milioni di indigeni che in Messico vivono in condizioni di estrema poverta'.    


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