Messico. Proibire le canzoni sui narcotrafficanti?
"Cantare i narcocorridos" e' il titolo dell'opinione di Enrique Canales pubblicato oggi sul quotidiano messicano La Reforma. L'argomento e' quello del divieto di trasmettere in radio e televisioni le canzoni popolari che parlano delle "gesta" e delle imprese dei narcotrafficanti. Lo spunto e' offerto da un provvedimento, preso in questa direzione, dello Stato messicano del Nuovo León.
"Le nostre autorita' statali pensano che proibendo i narcocorridos, combattono il narcotraffico e la tossicodipendenza. In paragone con i narcocorridos, sono piu' pericolosi per la societa' quei legislatori che pretendono di proibire la liberta' di un'espressione popolare. Il popolo ha sempre cantato le sue avventure e al popolo mai gli puo' essere proibito quello che vuole cantare. Se trafficare con la droga e' grave, trafficare con le proibizioni delle usanze popolari e' ancora piu' grave. (.) Quando un divieto non arriva in seguito ad un amplio, discusso e maturato accordo sociale, provoca l'effetto contrario. (.) Diceva il filosofo matematico George Lichtenberg nel 1780: "e' un peccato che non venga proibita l'acqua, perche' sarebbe molto piu' saporita". (.) Non facciamo i tonti, la guerra contro le droghe e' una guerra personale e se le droghe fossero vendute nelle farmacie, le potremmo trasformare in medicine; perderebbero il fascino, all'inizio se ne consumerebbero di piu', e poi molto meno, ma almeno finirebbe la corruzione della polizia e i tanti morti. (.) Se io fossi l'autorita' pubblica, farei un concorso di canzoni per rendere onore ai poliziotti e ai soldati, alle loro madri, mogli e famiglie che hanno messo in gioco la loro vita combattendo contro il narcotraffico. Premierei profumatamente ogni trimestre questa nuova musica popolare. Cosi' contrapporrei queste composizioni tra di loro. Cosi' la musica e l'espressivita' ne uscirebbero vincenti. Cosa che invece non accade con la proibizione che non lascia spazio all'espressione popolare".
"Le nostre autorita' statali pensano che proibendo i narcocorridos, combattono il narcotraffico e la tossicodipendenza. In paragone con i narcocorridos, sono piu' pericolosi per la societa' quei legislatori che pretendono di proibire la liberta' di un'espressione popolare. Il popolo ha sempre cantato le sue avventure e al popolo mai gli puo' essere proibito quello che vuole cantare. Se trafficare con la droga e' grave, trafficare con le proibizioni delle usanze popolari e' ancora piu' grave. (.) Quando un divieto non arriva in seguito ad un amplio, discusso e maturato accordo sociale, provoca l'effetto contrario. (.) Diceva il filosofo matematico George Lichtenberg nel 1780: "e' un peccato che non venga proibita l'acqua, perche' sarebbe molto piu' saporita". (.) Non facciamo i tonti, la guerra contro le droghe e' una guerra personale e se le droghe fossero vendute nelle farmacie, le potremmo trasformare in medicine; perderebbero il fascino, all'inizio se ne consumerebbero di piu', e poi molto meno, ma almeno finirebbe la corruzione della polizia e i tanti morti. (.) Se io fossi l'autorita' pubblica, farei un concorso di canzoni per rendere onore ai poliziotti e ai soldati, alle loro madri, mogli e famiglie che hanno messo in gioco la loro vita combattendo contro il narcotraffico. Premierei profumatamente ogni trimestre questa nuova musica popolare. Cosi' contrapporrei queste composizioni tra di loro. Cosi' la musica e l'espressivita' ne uscirebbero vincenti. Cosa che invece non accade con la proibizione che non lascia spazio all'espressione popolare".
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