Sabato 6 giugno 2026
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Messico. Prosegue l'operazione "México Seguro", nel mirino la corruzione della polizia

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Piu' di mille soldati e agenti federali messicani hanno assunto il controllo di otto citta' alla frontiera con gli Stati Uniti, mentre nella citta' di Nuevo Laredo sono stati sospesi dall'attivita' 720 poliziotti a seguito dell'apertura di un'indagine per una sparatoria avvenuta con agenti federali. Prosegue cosi' l'operazione "México Seguro" lanciata dal presidente Vicente Fox con l'obbiettivo di controllare la violenza e il narcotraffico.
Lunedi' gli agenti federali erano entrati a Nuevo Laredo e avevano arrestato 41 poliziotti per interrogarli a Citta' del Messico. Il sabato, infatti, la polizia locale aveva aperto il fuoco contro i federali inviati ad indagare sull'omicidio del nuovo capo della polizia Alejandro Domingues, avvenuto il lo stesso giorno in cui aveva assunto il servizio.
E proprio sulla corruzione delle forze di sicurezza si appuntano le critiche di Anthony Placido, membro della Dea durante la sua deposizione ieri al Congresso. Secondo i dati statunitensi il 77% della cocaina che nel 2003 e' entrata negli Usa e' passata dal Messico, e per il 2004 sembra che la cifra sia stata superiore. "Il piu' grosso ostacolo nel colpire duramente il problema del traffico in Messico e' la corruzione", ha scritto Placido in un documento. "Le forze della polizia del Messico sono frequentemente parte del problema e non parte della soluzione. E questo e' particolarmente grave ai livelli municipali e statali di governo". Gli attacchi fatti dal governo messicano contro i due grandi cartelli delle droghe hanno avuto come conseguenza, secondo Placido, quella di scatenare delle guerre lungo la frontiera tra Messico e Usa, in particolare nella citta' di Nuevo Laredo, dove piu' di 30 cittadini nordamericani e decine di messicani sono stati sequestrati o assassinati negli ultimi 8 mesi. Placido ha anche aggiunto che i capi dei cartelli, una volta arrestati, proseguono a dirigere le loro organizzazioni dal carcere.
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