Lunedì 8 giugno 2026
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Messico. Storie di guerra alla droga: 54 morti in due giorni, ricercato fratello del Governatore, narcos offrono tregua

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Sono almeno 53 le persone rimaste vittima dell'ondata di violenza scatenata nelle ultime 24 ore in Messico dai cartelli narcos. Tra loro compaiono diversi funzionari statali ed agenti di polizia. Il cartello 'La Familia de Michoacan' e' l'organizzazione principale sospettata di essere responsabile di gran parte delle vittime, come vendetta per l'arresto di uno dei propri capi.
Di fronte agli attacchi dei narcos in diverse province del paese (Chihuahua, Michoacan, Nuevo Leon, Guanajuato, Sinaloa, Durango, Guerrero, Mexico, Jalisco), il presidente Felipe Calderon ha convocato nelle ultime ore una task force d'emergenza, sottolineando che 'i criminali non riusciranno ad intimidire il governo federale'.
Le 53 vittime riportate nelle ultime 48 ore dai media sono rimaste uccise in contesti differenti: scontri a fuoco con le autorita', imboscate o esecuzioni. Tra esse compaiono membri dei governi municipali ed agenti di polizia.
Nonostante la polizia non abbia ancora individuato un responsabile certo, il principale sospettato e' il cartello 'La Familia', al quale vengono attribuiti anche i 12 morti del massacro di lunedi', i quali sono stati recentemente identificati come agenti di polizia. La ragione dell'offensiva lanciata contro lo Stato messicano sarebbe l'arresto di uno dei capi del gruppo narcotrafficante, Arnoldo Rueda Medina.

RICERCATO PER NARCOTRAFFICO IL FRATELLO DEL GOVERNATORE
- Il governatore dello stato di Michoacan, Leonel Godoy, ha chiesto a suo fratello, parlamentare del Prd (Partito della rivoluzione democratica, di sinistra) di presentarsi in tribunale per rispondere all'accusa di avere contatti con il narcotraffico.
Secondo le accuse pubblicate in questi giorni in Messico, Julio Godoy avrebbe protetto i membri della banda narcotrafficante di 'La Familia', responsabile degli omicidi degli ultimi giorni nel paese latinoamericano.
Il governatore di Mochoacan ha precisato che mai avrebbe immaginato che potessero esserci vincoli dei suoi familiari con organizzazioni criminali. 'Mio fratello fa una vita modesta, e' un avvocato che non e' mai stato nelle strutture di governo. Se e' colpevole, deve comunque essere processato', ha sottolineato Leonel Godoy.

NARCOS OFFRONO TREGUA - Dopo l'ultima strage dei narcotrafficanti - 12 agenti federali trovati torturati e morti nel Michoacan - un uomo che si è presentato come il capo del cartello locale, "la familia michoacana", in un'intervista radiofonica, ha offerto una sorta di 'patto nazionale' al presidente Felipe calderon.
Servando Gomez Martinez, cosí si è qualificato, ha detto alla cadena Cb : "vogliamo arrivare a un accordo, stringere un patto nazionale, non so in che modo sia possibile giungere a un simile accordo ma dobbiamo provarci".
É un'apertura, ambigua, che le autorità federali messicane hanno subito rimandato al mittente. Il portavoce della procura generale della Repubblica, Ricardo Najera, è stato netto. Non sono proposte "che si possano prendere sul serio". Sulla stessa linea un ministro dell'esecutivo, Fernando Gomez Mont, che ha ribadito che il governo messicano "Non dialoga, non patteggia e non negozierà mai" con i narcotrafficanti. Mont ha aggiunto che la proposta dei narcos è da leggersi come un vero e proprio "ricatto" al presidente e al suo governo e ha aggiunto che il presidente non "cederà".
Negli ultimi tempi, anche con l'aiuto logistico e operativo degli usa, le autorità messicane hanno intensificato la lotta al narcotraffico aumentando di circa 4500 unità le forze dell'ordine destinate a combatterlo.
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