Da mezzanotte, 9 nuovi Paesi e 400 milioni di cittadini in area Schengen
Si allargano i confini della 'area Schengen': dopo mesi di intensi preparativi, 400 milioni di europei condividono dalla mezzanotte di ieri lo stesso spazio di libera circolazione, un'area di ben 24 Paesi di cui la maggior parte posti oltre quella che era la 'cortina di ferro' post-bellica. Con l'allargamento dello spazio 'senza frontiere' a 9 nuovi membri Ue - ovvero Repubblica Ceca, Slovacchia, Ungheria, Slovenia, Polonia, Estonia, Lettonia, Estonia e Malta - e' possibile spostarsi a piedi, in treno, in nave o in automobile da Narva alla Valletta, senza dover presentare il proprio passaporto. Bisognera' invece attendere marzo del 2008 per l'adeguamento al nuovo sistema degli scali aeroportuali dei nuovi 'paesi Schengen'.
Una "conquista storica" che permettera' di "vivere e circolare in una zona di 24 Paesi senza frontiere interne", l'ha definita il presidente della Commissione europea, Jose' Manuel Barroso."E' il segno tangibile che le antiche divisioni dell'Europa, le frontiere che dividono i Paesi e gli spiriti sono superate", gli ha fatto eco da parte sua il presidente del Parlamento europeo, Hans-Gert Poettering.
Ieri mattina, il premier slovacco Robert Fico e il cancelliere austriaco Alfred Gusenbauer hanno aperto i festeggiamenti, segando simbolicamente una barriera doganale al posto di frontiera di Berg-Petrzalka.
Il primo ministro finlandese Matti Vanhanen si imbarchera' invece su un traghetto diretto a Tallin, senza dover passare per le noiose lungaggini doganali, mentre una 'carovana' di rappresentanti Ue fara' una sorta di tourne'e di tre giorni tra le ex frontiere europee. L'ultima cerimonia e' prevista sabato, al confine tra Italia e Slovenia. Percepito ad est come l'ultima tappa dello smantellamento della cortina di ferro dell'epoca comunista, l'allargamento dello spazio Schengen ha richiesto lunghi preparativi tecnico-amministrativi, in particolare, per l'estensione ai nuovi membri del Sistema di informazione Schengen (Sis), e cioe' il sistema di banche dati che consente alle forze di polizia e di sicurezza degli stati membri di raccogliere informazioni su persone, oggetti o veicoli sospetti. Ma anche la creazione di pattuglie congiunte tra Paesi limitrofi o la messa in sicurezza delle frontiere esterne contro trafficanti o immigrati clandestini.
Il prezzo di questo ampliamento della liberta' di circolazione e' un giro di vite dei controlli per coloro che si trovano invece al di la' dei nuovi confini Ue: Russia, Bielorussia, Ucraina ma anche Serbia e Croazia. Cosi', se gli sloveni potranno passare senza controlli in Italia o in Austria, dovranno invece chiudere il confine ai vicini croati. E gli ucraini, che fino a oggi potevano recarsi facilmente in Polonia o in Slovacchia, dovranno presentare al confine comunitario i documenti di viaggio, tra cui passaporto, visto, e assicurazione malattia.
Una "conquista storica" che permettera' di "vivere e circolare in una zona di 24 Paesi senza frontiere interne", l'ha definita il presidente della Commissione europea, Jose' Manuel Barroso."E' il segno tangibile che le antiche divisioni dell'Europa, le frontiere che dividono i Paesi e gli spiriti sono superate", gli ha fatto eco da parte sua il presidente del Parlamento europeo, Hans-Gert Poettering.
Ieri mattina, il premier slovacco Robert Fico e il cancelliere austriaco Alfred Gusenbauer hanno aperto i festeggiamenti, segando simbolicamente una barriera doganale al posto di frontiera di Berg-Petrzalka.
Il primo ministro finlandese Matti Vanhanen si imbarchera' invece su un traghetto diretto a Tallin, senza dover passare per le noiose lungaggini doganali, mentre una 'carovana' di rappresentanti Ue fara' una sorta di tourne'e di tre giorni tra le ex frontiere europee. L'ultima cerimonia e' prevista sabato, al confine tra Italia e Slovenia. Percepito ad est come l'ultima tappa dello smantellamento della cortina di ferro dell'epoca comunista, l'allargamento dello spazio Schengen ha richiesto lunghi preparativi tecnico-amministrativi, in particolare, per l'estensione ai nuovi membri del Sistema di informazione Schengen (Sis), e cioe' il sistema di banche dati che consente alle forze di polizia e di sicurezza degli stati membri di raccogliere informazioni su persone, oggetti o veicoli sospetti. Ma anche la creazione di pattuglie congiunte tra Paesi limitrofi o la messa in sicurezza delle frontiere esterne contro trafficanti o immigrati clandestini.
Il prezzo di questo ampliamento della liberta' di circolazione e' un giro di vite dei controlli per coloro che si trovano invece al di la' dei nuovi confini Ue: Russia, Bielorussia, Ucraina ma anche Serbia e Croazia. Cosi', se gli sloveni potranno passare senza controlli in Italia o in Austria, dovranno invece chiudere il confine ai vicini croati. E gli ucraini, che fino a oggi potevano recarsi facilmente in Polonia o in Slovacchia, dovranno presentare al confine comunitario i documenti di viaggio, tra cui passaporto, visto, e assicurazione malattia.
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