Mercoledì 10 giugno 2026
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Milano, lo psichiatra: quasi ogni giovane in cura usa sostanze stupefacenti

U.E. - ITALIA
Notizia ·
Nelle grandi citta' italiane, 'i giovani che accedono ai servizi di psichiatria sono quasi tutti consumatori di sostanze stupefacenti'. A riportarlo e' Mariano Bassi, primario di psichiatria all'Ospedale Niguarda di Milano e alla guida della societa' italiana psichiatri (Sip), in una conferenza oggi a Milano sul futuro di questa disciplina medica a 30 anni dalla Legge Basaglia. Secondo uno studio dell'Universita' Milano Bicocca e citato oggi dagli esperti, le persone in cui i disturbi mentali sono associati a uso, abuso o dipendenza da sostanze sono prevalentemente maschi (in un rapporto di 3 a 1 con le femmine) e giovani (eta' media 40 anni per i maschi, 43 per le femmine). Sono in genere celibi, e raramente vivono in condizioni autonome (20%) o hanno figli (33%), mentre solo il 25% ha un'occupazione stabile. Uno su tre circa ha una storia famigliare positiva per disturbi psichiatrici, e il 18,5% per disturbi da uso di sostanze. Il 41% ha una dipendenza, e il 54% presenta una sindrome da abuso: l'alcol e' la sostanza piu' utilizzata in tutta Italia sia in termini di uso che di abuso e di dipendenza, mentre al Sud per il solo abuso sono piu' diffusi i cannabinoidi (Marijuana). 'Tra le diagnosi psichiatriche - commenta Bassi - le psicosi di varia natura rappresentano oltre il 50% dei disturbi degli utenti con doppia diagnosi (di abuso e di malattie mentali). Se a questi si aggiunge il 37% di disturbi di personalita', si evince un quadro di notevole gravita' in termini psico-patologici e di gravosita' assistenziale. Inoltre, la piu' severa tra le compromissioni dovute a sostanze, la dipendenza conclamata, si riscontra tra il 49% e il 57% di tali utenti, evidenziandone bisogni di trattamento pur non soddisfatti'. Per la cura di questi disturbi, rileva la Sip, al Nord sono piu' frequenti le visite psichiatriche; al Centro gli accertamenti medico-legali, la psicoterapia e le attivita' rieducative e residenziali; e al Sud i colloqui, la somministrazione di farmaci nonche' l'opzione 'nessun trattamento'.    
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