Venerdì 5 giugno 2026
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Milano. Tribunale: discriminatorio il divieto di iscrizione di bimbi 'irregolari' ai centri estivi

U.E. - ITALIA
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Il Comune di Milano rischia di passare nel guinnes dei primati per provvedimenti discriminatori. Dopo aver bocciato la decisione dell'Atm di non assumere immigrati dal Marocco perche' a rischio terrorismo, ieri e' arrivata un'altra tegola giudiziaria sull'amministrazione comunale. Nel respingere la domanda di iscrizione ai centri estivi per la scuola primaria di un bambino immigrato di 7 anni, perche' la madre non aveva il premesso di soggiorno, il Comune di Milano ha avuto un comportamento 'discriminatorio'. Lo ha scritto il giudice della prima sezione civile di Milano Filippo D'Aquino nell'ordinanza depositata ieri e in cui e' entrato nel merito della causa avviata dalla madre del ragazzino, un ecuadoriana clandestina, assistita dall'avvocato Eugenio Losco, e sulla quale si era gia' pronunciato ai primi di luglio: con un provvedimento d'urgenza in via cautelare il magistrato aveva ordinato all'amministrazione di dare al bambino la possibilita' di frequentare il centro scelto.
La vicenda risale allo scorso maggio quando la donna, irregolare, aveva presentato per via telematica una domanda di pre-iscrizione ai centri estivi per il figlio. Domanda prima accolta e poi annullata. Ora il Tribunale ha confermato il provvedimento di qualche settimana fa e il piccolo gia' dal 9 luglio e' stato ammesso al centro estivo.
Il giudice - che ha aggiornato il procedimento al prossimo 29 ottobre per la trattazione di alcune questioni sollevate dal Comune - con la sua ordinanza ha ritenuto di condividere l'orientamento in base al quale 'al divieto di espulsione' di un minorenne extracomunitario (D.Lgs 286/98) 'corrisponde il diritto del minore stesso ad ottenere un permesso di soggiorno fino al raggiungimento della maggiore eta', indipendentemente dalla posizione giuridica dei genitori', e cio' lo 'abilita ad usufruire di tutti i servizi educativi, compreso il centro estivo per le scuole primarie (...)'.
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