Mina Welby al card. Tonini: mio marito condannato per aver detto "eutanasia"
"Solo per aver pronunciato la parola eutanasia e' condannato. Ma le persone che muoiono per eutanasia in altri paesi hanno i funerali religiosi o no?". E' quanto scrive la Mina Welby, la moglie di Piergiorgio, in una lettera indirizzata al cardinale Ersilio Tonini. Mina Welby si dice "assolutamente d'accordo" sul fatto che "la morte del povero signor Corso Bovio era causata da altri motivi, sicuramente terribili e laceranti. Non voglio assolutamente fare confronti con nessuno. Welby Piergiorgio ha lottato per la vita da quando aveva sedici anni quando aveva saputo la diagnosi della sua malattia. Insieme abbiamo lavorato sfruttando ogni nostra capacita' per fare altri partecipi di cio' che avevamo acquisito nello studio e con la nostra esperienza. Ma tutto cio' ora non c'entra nulla".
"La consapevolezza di doversi aspettare una sicura morte atroce per soffocamento credo che sia sconvolgente per ognuno. Piergiorgio si sentiva soffocare da piu' di un anno. Non ha trovato nessun medico che lo voleva aiutare a poter morire senza soffrire. Da tanto tempo stava discutendo sulle possibilita' per malati di certe patologie, come sla, distrofia muscolare, tetraplegia e altre, di una morte opportuna senza sofferenze immani". "Sicuramente per molte situazioni non esiste che l'eutanasia nel senso della somministrazione di un farmaco letale. Ma non sono cosi' frequenti come si vuole far credere - sottolinea la moglie di Piergiorgio Welby - Solo per aver pronunciato la parola eutanasia e' condannato. Ma le persone che muoiono per eutanasia in altri paesi hanno i funerali religiosi o no? Piergiorgio non aveva bisogno dell'eutanasia come intendevo poc'anzi".
"Lui ha potuto usufruire dell'articolo 32 della costituzione e ancora meglio di quel capoverso del catechismo che dice che: 'L'interruzione di procedure mediche onerose, pericolose, straordinarie o sproporzionate rispetto ai risultati attesi puo' essere legittima. In tal caso si ha la rinuncia all'accanimento terapeutico. Non si vuole cosi' procurare la morte: si accetta di non poterla impedire''.
"Che Welby abbia detto ad alta voce e come uomo politico di voler morire lo ha fatto, per indicare alla politica di dover trovare una strada perche' tutti i cittadini italiani abbiano il diritto all'autodeterminazione nella scelta dei trattamenti medici e non solo quelli che hanno la fortuna di trovare un medico consenziente. Per concludere, vorra' significare che anch'io che appoggio l'eutanasia per quei cittadini che la chiedono un giorno non avro' il funerale religioso. Ma preferisco avere il cuore aperto per chi chiede pieta' negli ultimi istanti della vita confidando nell'infinita misericordia di Dio".
"La consapevolezza di doversi aspettare una sicura morte atroce per soffocamento credo che sia sconvolgente per ognuno. Piergiorgio si sentiva soffocare da piu' di un anno. Non ha trovato nessun medico che lo voleva aiutare a poter morire senza soffrire. Da tanto tempo stava discutendo sulle possibilita' per malati di certe patologie, come sla, distrofia muscolare, tetraplegia e altre, di una morte opportuna senza sofferenze immani". "Sicuramente per molte situazioni non esiste che l'eutanasia nel senso della somministrazione di un farmaco letale. Ma non sono cosi' frequenti come si vuole far credere - sottolinea la moglie di Piergiorgio Welby - Solo per aver pronunciato la parola eutanasia e' condannato. Ma le persone che muoiono per eutanasia in altri paesi hanno i funerali religiosi o no? Piergiorgio non aveva bisogno dell'eutanasia come intendevo poc'anzi".
"Lui ha potuto usufruire dell'articolo 32 della costituzione e ancora meglio di quel capoverso del catechismo che dice che: 'L'interruzione di procedure mediche onerose, pericolose, straordinarie o sproporzionate rispetto ai risultati attesi puo' essere legittima. In tal caso si ha la rinuncia all'accanimento terapeutico. Non si vuole cosi' procurare la morte: si accetta di non poterla impedire''.
"Che Welby abbia detto ad alta voce e come uomo politico di voler morire lo ha fatto, per indicare alla politica di dover trovare una strada perche' tutti i cittadini italiani abbiano il diritto all'autodeterminazione nella scelta dei trattamenti medici e non solo quelli che hanno la fortuna di trovare un medico consenziente. Per concludere, vorra' significare che anch'io che appoggio l'eutanasia per quei cittadini che la chiedono un giorno non avro' il funerale religioso. Ma preferisco avere il cuore aperto per chi chiede pieta' negli ultimi istanti della vita confidando nell'infinita misericordia di Dio".
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