Venerdì 5 giugno 2026
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Mina Welby: necessaria legge sul testamento biologico

U.E. - ITALIA
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'Ogni persona ha una propria concezione di dignita' personale. C'e' chi non sopporterebbe mai di rimanere per anni immobile in un letto ed essere accudito in tutto. E c'e' invece chi vorrebbe vivere comunque, anche se in stato vegetativo. E c'e' chi non lo vorrebbe mai. Come non voler rispettare la volonta' di queste persone?' Lo chiede  Mina Welby, vedova di Piergiorgio, nel suo intervento scritto alla tavola rotonda 'Serve o non serve una legge sul testamento biologico?', all'Istituto Europeo di Oncologia di Milano. Il suo intervento e' stato letto da un'altra donna, Stefania Bastianello, il cui marito Cesare Scoccimarro, milanese di 47 anni, affetto da Sclerosi laterale amiotrofica (Sla) dal 1993, si trova in condizioni simili a quelle che diedero notorieta' al 'caso Welby'. Per Mina, come per Stefania che ne condivide la posizione, 'una legge che riguarda le dichiarazioni anticipate sui trattamenti sanitari, o testamento biologico, serve'. 'Nessuno puo' atteggiarsi a creatore della vita altrui. Piergiorgio ha fatto della sua sofferenza dei nove anni, vissuti per forza, assistito da una ventilazione artificiale e con mille difficolta', mascherate con ironia e spirito battagliero, uno strumento per una battaglia politica. Lui voleva una legge sul testamento biologico e voleva una legge sull'eutanasia. Due cose differenti ma necessarie per estirpare le eutanasie clandestine negli ospedali e nelle case degli italiani, richieste o, il piu' delle volte non richieste dal malato stesso'.   

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