Mini buchi d'ozono da non ignorare
Tutti sanno del buco nell'ozono sopra l'Antartico, individuato per la prima volta nel 1985. Ma quasi tutti ignorano la realta' di altri buchi d'ozono sopra le nostre teste, con conseguenti raggi Uv. Stana Simic, dell'Istituto di meteorologia dell'Universita' per la "Bodenkultur", invece li conosce molto bene poiche' studia il problema da 15 anni. E subito precisa che, in questo caso, l'uomo e' innocente. Se per il grande buco i responsabili sono i gas Cfc che intaccano la fascia protettiva, i mini buchi dipendono dalle condizioni meteorologiche. "Le grandi masse d'aria provenienti dai tropici o dai poli dove l'aria e' povera d'ozono, oppure dalle correnti di bassa pressione dall'Atlantico, possono ridurre i livelli d'ozono sopra l'Austria, al pari di quelli del buco sull'Antartico". Di solito durano non piu' di cinque giorni. Ora Simic e i suoi colleghi dovranno misurare l'impatto dei minibuchi sulla popolazione (studio non facile poiche' le misurazioni dei valori d'ozono sono recenti: risalgono ad appena 14 anni fa).
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