Lunedì 8 giugno 2026
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Il ministero della Salute alla famiglia Englaro: staremo zitti. E/Ma Berlusconi: il Governo non si occupi della vicenda

U.E. - ITALIA
Notizia ·
L'accorato appello che venerdì sera il papà e la mamma di Eluana Englaro hanno lanciato ai mezzi di informazione e ai politici, affinché ripettino un silenzio discreto sulla situazione della figlia e della famiglia, deve aver funzionato. L'invito alla riflessione, almeno quello, sembra essere stato accolto dal ministero del Lavoro e della Salute. «Rispettiamo la moratoria chiesta dalla famiglia Englaro, e ci fermiamo, come ha chiesto il papà di Eluana», ha fatto sapere il sottosegretario del ministero del Welfare, Eugenia Roccella, a margine della presentazione di un progetto per la promozione dell'accesso ai servizi socio-sanitari agli immigrati, all'Istituto Nazionale della salute delle popolazioni Migranti.
In attesa delle decisioni della clinica friulana dove Eluana potrebbe compiere il suo ultimo viaggio, i suoi familiari avevano chiesto «una moratoria alla stampa e soprattutto alla politica», e un momento «rifessione» sulla vicenda che da giorni vede contrapposti il governo e le gerarchie vaticane e i legali della famiglia e la clinica "Città di Udine", che vorrebbero eseguire la sentenza passata in Cassazione, secondo la quale è legittima e percorribile l'interruzione dell'alimentazione e dell'idratazione forzata della donna, in stato vegetativo da 17 anni.
Un invito a ragionare, quello della mamma e del papà di Eluana, e un monito ai politici, come il ministro Sacconi, che sono arrivati a intimidire le cliniche che si sono offerte di ospitarla. Ma anche un appello a fermare la baraonda che da mesi segue la sfera privata della figlia, che secondo il sottosegretario Roccella, il ministero «ha sempre cerato di rispettare, senza alcun tentativo di intromissione». «Abbiamo sempre cercato di rispettare e non invadere la sfera privata della famiglia Englaro - ha aggiunto Roccella - e di non entrare nelle motivazioni private della famiglia, nè tanto meno nella competenza della magistratura. Noi avevamo un problema di chiarezza su quello che il servizio sanitario nazionale può fare o non può fare. «Il caso di Eluana Englaro - ha tentato di giustificare Roccella - è un caso pubblico e il ministero non ha potuto fare a meno di mettere in chiaro alcuni aspetti».
Intanto, però, proprio quel tentativo di «mettere in chiaro alcune cose», oltre a generare un potenzaile - sempre più reale - conflitto tra potere esecutivo e giudiziario, e tra amministrazione locale e sanità, ha mobilitato anocor di più una parte dell'opinione pubblica contro le decisioni e il comportamanto del minisro dell'Interno sul caso Eluana. Per capirlo, basta leggere gli strisiconi portati in corteo sabato mattina davanti al ministero del Welfare, per la manifestazione di protesta promossa da Sinistra democratica, a cui hanno partecipato anche Articolo 21 e l'associazione Luca Coscioni, impegnata insieme ai radicali in una raccolta firme per il testamento biologico nel secondo anniversario della morte di Piergiorgio Welby. «Sacconi, taci - si legge - non spetta a te decidere su queste cose. Lasciate Eluana e la famiglia in pace». «Il caso dell'atto di indirizzo di Sacconi è enorme - ha detto Fabio Mussi di Sinistra Democratica - e colpisce uno dei fondamenti dello Stato democratico. La sentenza della Cassazione è legge e il governo non ha poteri sovrastanti. Sacconi - ha proseguito l'ex ministro - minaccia i soggetti che possono applicarla. Sono camorrie».
Tra i primi ad aver aderito all'iniziativa, tra gli altri il prof. Marcello Cini, prof. Alberto Asor Rosa, prof. Carlo Flamigni, prof. Stefano Rodotà, prof. Paolo Crepet, Darwin Pastorin, Moni Ovadia, Fabio Mussi, prof. Giorgio Parisi, prof. Piero Bevilacqua, Piero Sansonetti, on. Giuseppe Giulietti, Federico Orlando, Cesare Salvi, prof. Paolo De Nardis, Maria Luisa Boccia, Paolo Franchi, Bia Sarasini, on. Giovanni Berlinguer, l'assessore alla provincia di Roma Cecilia D'Elia, l'assessore regionale Giulia Rodano, prof. Francesco Indovina, Carlo Freccero, Morena Piccinini Mimmo Pantaleo e Rossana Dettori della Cgil, Ritanna Armeni, Paolo Cento, Giacomo Marramao, Aurelio Mancuso, Franco Giordano, Grazia Zuffa.
E sul fronte della battaglia legale, il Movimento difesa del cittadino (Mdc) ha fatto ricorso al Tar del Lazio contro la direttiva Sacconi. Per l'associazione, l'atto del ministro «è illegittimo e infondato e, dal punto di vista politico, inaccettabile per il ricatto esplicitato alla struttura sanitaria di Udine, disponibile ad accogliere la Englaro». La casa di cura Città di Udine ha accolto l'invito di Beppino Englaro e non ha voluto fare dichiarazioni né commentare la lettera dell'ex ministro della Sanità, Francesco Storace, il quale si è rivolto al proprietario della struttura sanitaria «nel nome di valori che sembrano dover scomparire in questa società e che ci ostiniamo a mantenere vivi», supplicandolo «di evitare una tragedia».

BERLUSCONI, FIDUCIA IN SACCONI - Sul caso di Eluana Englaro "quella del ministro Sacconi e' la posizione del Governo. Ho fiducia piena in Sacconi che aveva discusso della vicenda con Letta". Silvio Berlusconi torna cosi' sulla posizione del Governo per quanto riguarda la vicenda della giovane che da anni vive in coma. "Io non me ne sono occupato - continua Berlusconi - ma Sacconi e' bravissimo ed apprezzo cio' che ha fatto". Con queste parole il premier rettifica la affermazioni fatte pochi minuti prima, nella conferenza stampa di fine anno, quando aveva detto di non essere stato informato dell'iniziativa di Sacconi e di ritenere che l'esecutivo non dovesse farsi carico di vicende come quella di Eluana.
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