Sabato 6 giugno 2026
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Il ministro Sacconi risponde in Parlamento sulle conseguenze occupazionali della ristrutturazione di Telecom Italia

U.E. - ITALIA
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"Rispetto al tema degli strumenti di gestione delle conseguenze sull'occupazione, Telecom Italia non ha per ora attivato nessuna delle misure di integrazione del reddito, i cosiddetti ammortizzatori sociali, previste dalla legge, per le fattispecie contemplate nella ristrutturazione" avviata dall'azienda con la razionalizzazione delle sue sedi. Lo ha puntualizzato il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, rispondendo - durante il question time alla Camera - a un'interrogazione presentata da Roberto Cota e altri deputati della Lega (tra i quali Nunziante Consiglio, che l'ha illustrata) sulle conseguenze delle scelte gestionali di Telecom in Lombardia e in generale nel nord a seguito della "sorta di transumanza di personale dalle province di Pavia e di Monza verso Milano, da Bergamo verso Brescia, da Vicenza verso Padova, e addirittura tra regioni" - dinamica che interessa circa 500 lavoratori, mentre nel periodo 2009-2011 - secondo le stime fornite dagli interroganti - la Telecom ha gia' previsto il licenziamento di circa 10 mila dipendenti, "di cui 5 mila sono gia' previsti nell'accordo sulla mobilita' volontaria del 19 settembre 2008".
"L'azienda - ha osservato Sacconi - ha comunque formulato alle organizzazioni sindacali l'intenzione di definire queste problematiche in termini socialmente sostenibili. Il ministero sta seguendo tutta la vicenda e non e' stato richiesto, per ora, di svolgere una funzione di intermediazione ne' da parte della proprieta', ne' da parte delle organizzazioni sindacali". Per rispondere all'interrogazione, il ministro ha premesso che le telecomunicazioni hanno conosciuto un grande sviluppo nell'ultimo decennio a seguito dell'evoluzione tecnologica e del processo di liberalizzazione e apertura alla concorrenza che, anzi, ad avviso del governo deve essere ulteriormente promosso e realizzato.
Oggi l'Italia - ha rilevato Sacconi - e' il quinto mercato al mondo nelle telecomunicazioni in termini di fatturato pro capite, il secondo per quanto riguarda i servizi voce della telefonia mobile".
In questo contesto - ha proseguito l'esponente del governo - "si sono realizzati progetti di razionalizzazione degli operatori, uno dei quali ha riguardato Telecom Italia con il suo piano industriale 2009-2011 rivolto a rafforzare il suo posizionamento nel mercato interno, ossia nel mercato domestico, con una rivisitazione del suo modello organizzativo-aziendale coerente rispetto ad un'impostazione strategica cosiddetta customer centric adottata dalla societa' stessa. Nel rispetto di questa determinazione sono state create delle specifiche strutture che rispondono alla nuova logica di presidio del cliente e di sviluppo delle attivita' di impresa su un mercato ormai fondamentalmente saturo. In questo senso - ha notato Sacconi - il progetto di razionalizzazione delle sedi risponderebbe, ad avviso della societa', ad una logica di efficienza organizzativa che, oltre a ridurre i costi complessivi, porta a concentrare le attivita' e i nuclei operativi piu' numerosi permettendo di migliorare il servizio offerto al cliente. Il progetto coinvolge ventidue sedi periferiche dove attualmente operano piccoli nuclei di operatori che saranno spostati verso sedi idonee della stessa citta' o di citta' limitrofe con l'intenzione di limitare, per quanto possibile, sempre secondo l'azienda, il disagio dei lavoratori interessati".
Sacconi ha fatto presente che il governo "segue la vicenda proprio con la stessa intenzione dell'interrogante, ovvero quella di verificare i modi con i quali conciliare esigenze di razionalizzazione e di riorganizzazione funzionali alla competitivita' e anche al servizio alla clientela con le altrettanto rilevanti esigenze di sostenibilita' sociale, ovvero di alternativa occupazionale o comunque di soluzione per i problemi posti dai lavoratori sulla base, ci auguriamo, di intese che vogliamo quanto piu' favorire". Una risposta giudicata "quanto meno non esaustiva" da Consiglio, secondo il quale "ci troviamo in una situazione in cui per i lavoratori la territorialita' viene persa".
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