Ministro Turco ai medici: garantire diritto della donna alla contraccezione d'emergenza
"Il tema della liberta' di coscienza del medico ha acquisito crescente spessore in diversi contesti della sua vita professionale. Mi riferisco in particolare alle tematiche della maternita' e della procreazione ma anche a quelle del fine vita.
Temi che, pur in presenza di leggi e norme che regolano ambiti e modalita' di intervento, continuano a suscitare perplessita' ed interrogativi di grande rilevanza etica e verso i quali si e' ormai consolidata una grande attenzione dell'opinione pubblica".
Lo afferma il ministro della Salute Livia Turco, in una lettera inviata al presidente della Fnomceo (Federazione Nazionale Ordini Medici Chirurghi e Odontoiatri), Amedeo Bianco, in riferimento al tema dell'obiezione di coscienza dei medici.
La Turco fa riferimento "alle sempre piu' frequenti polemiche sull'obiezione di coscienza del medico in riferimento alle legge 194 sull'interruzione di gravidanza e anche quelle molto recenti sulla mancata prescrizione della pillola del giorno dopo. In particolare vorrei soffermarmi in questa sede proprio su quest'ultimo aspetto, perche', anche se apparentemente di minore complessita', mi sembra possa invece rappresentare perfettamente quella contrapposizione tra il diritto del cittadino ad ottenere una prestazione sanitaria garantita dalla legge e il diritto del medico ad opporsi a tale prestazione, qualora essa contrasti con la sua coscienza o con il suo convincimento clinico, cosi' come contemplato dal codice deontologico. Una contrapposizione della quale ritengo sia nostro dovere farci carico".
"E vi sono due modi per farlo: rispondere alle 'clausole di coscienza' in una logica di 'muro contro muro'; oppure cercando di contemperare i due diritti in modo assolutamente 'laico'. Penso che la seconda via sia quella giusta.
Ed e' quanto ho fatto con l'atto di indirizzo per la piena applicazione della legge 194 con il quale abbiamo posto una serie di obiettivi programmatici e indicato specifici indirizzi alle strutture sanitarie italiane, al fine di far si' che fosse comunque garantito il diritto alla prestazione. Compresa la prescrizione della pillola del giorno dopo. In quel documento, che ora vedo con piacere si sta adottando in diverse Regioni (l'hanno gia' fatto Liguria e Puglia e mi auguro seguano tutte le altre che lo hanno condiviso), prevediamo infatti che la prescrizione della contraccezione d'emergenza sia garantita, oltre che nei servizi consultoriali, anche nei pronto soccorso e nelle guardie mediche, prevedendo contestualmente che le Regioni debbano assicurare la presenza di almeno un medico non obiettore in ogni distretto sanitario".
Amedeo Bianco si e' detto soddisfatto della lettera ricevuta dal ministro. Ne condivide toni, premesse e contenuti. "La lettera del ministro affronta con grande equilibrio e responsabilità l'importante e difficile interrogativo etico che si presenta quando si confrontano due diritti diversi come quello della donna ad avere una prestazione medica e del medico di decidere secondo scienza e coscienza", dichiara Bianco ad Apcom.
E in tema di pillola del giorno dopo, anche se non si può parlare di obiezione di coscienza, perché questa è contemplata dal nostro ordinamento dalla legge 40 sulla fecondazione assistita e dalla 194 sull'interruzione volontaria di gravidanza, vale la clausola di coscienza, che è prevista dal codice deontologico dei medici. "Una clausola ha un suo fondamento e valore proprio come baluardo dell'autonomia del medico, a tutela proprio del cittadino".
Quindi, tra la donna che chiede di avere la pillola del giorno dopo e il medico che la nega e oppone la clausola di coscienza ci sono due diversi diritti che si confrontano e "concordo con il ministro, che nella sua lettera non chiede il sacrificio di un diritto in nome dell'altro, ma chiede un miglioramento organizzativo. Siamo all'alba delle questioni bioetiche, la sfida non è che all'inizio e non è tra chi vince", commenta Bianco.
"La riflessione del ministro è già nostra da molto tempo perché non prospetta una violenza sulla libertà di uno a danno dell'altro, non violenta le persone, ma si affida ad un miglioramento organizzativo". "E' una proposta seria che è in grado di dare risposta e tutela a chi ha una domanda di assistenza, che è l'assoluto baricentro del sistema". E, aggiunge, "e' una vera soluzione laica, dove questo significa non far prevalere una voce ma una voce che trova soluzioni nel rispetto di libertà diverse".
Il codice deontologico dei medici dice esattamente questo, fa notare Bianco, secondo cui non ci sono dubbi che il diritto delle donne ad avere la pillola del giorno dopo vada salvaguardato, ma questo può essere fatto migliorando l'organizzazione del sistema.
Per questo la Fnomceo sposa in pieno la proposta contenuta nelle linee guida della Turco dove è previsto che "la prescrizione della contraccezione d'emergenza sia garantita, oltre che nei servizi consultoriali, anche nei pronto soccorso e nelle guardie mediche, prevedendo contestualmente che le Regioni debbano assicurare la presenza di almeno un medico non obiettore in ogni distretto sanitario".
"Dobbiamo evitare di farci del male e questa è la strada di oggi e di domani, perchè siamo solo all'alba della bioetica". Oggi,infatti, spiega il presidente dell'ordine dei medici, si parla di pillola del giorno dopo, poi ci sarà il problema del kit genetico, dei biofarmaci, delle protesi bioniche e quant'altro metterà a disposizione la scienza medica e biomedica. E in questa ottica Bianco condivide l'auspicio di evitare che a dirimere la questione sia la magistratura : "E' ragionevole, è l'altro lato del dilemma, l'eventuale soluzione giudiziaria della questione difficilmente è una soluzione che apre una strada e una visione anche per il futuro".
Un futuro dove secondo Bianco ancor più ci sarà bisogno di venirsi incontro e incontrarsi: "La lettera del ministro è molto ragionata e rispetta in pieno il ruolo di garanzia dell'applicazione della legge, dà una prospettiva di dialogo dove non ci sono vincitori nè vinti". "Una lettera - conclude - che mi incarico di diffondere ai presidenti dei vari ordine dei medici, alle società mediche e a tutti i medici, perché il destinatario non sono solo io, ma anche l'ultimo dei medici che lavora in questo Paese".
COMMENTI
'Medici e farmacisti hanno diritto all'obiezione di coscienza. Mi sembra fuori luogo che un ministro in scadenza come la Turco, che dovrebbe semplicemente gestire l'ordinaria amministrazione, tenti invece di violare l'autonomia del personale sanitario, che al contrario deve essere assolutamente garantita'. E' quanto dichiarala responsabile Udc per la Famiglia, Luisa Capitanio Santolini.
'Nella lettera alla Fnomceo, la Turco dimentica che il Comitato nazionale di Bioetica, il 28 maggio 2004, ha espresso un parere unanime, secondo cui i medici possono fare obiezione di coscienza appellandosi al loro codice deontologico che, come si sa, e' vincolante al pari di quello dei farmacisti, il quale afferma che essi devono sempre rispettare la vita e operare in autonomia e secondo coscienza professionale'.
'La Turco dimentica inoltre la sentenza della Corte Costituzionale nø 35 del 1997, che sancisce il diritto del concepito alla vita: e' inutile, quindi, fare differenze nominali su quando inizia la gravidanza'.
'Nella lettera alla Fnomceo, il ministro uscente Livia Turco confonde il concetto di assistenza con quello della somministrazione a tutti i costi del Norlevo. Un conto e' non prestare le dovute cure a un paziente, cosa espressamente vietata, un altro e' non concedere la pillola 'omicida' del giorno dopo. Se c'e' contrasto con la propria coscienza, il medico non ha alcun obbligo giuridico di prescriverla, ne' il farmacista di venderla'. E' quanto dichiara, in una nota, il capogruppo Udc alla Camera, Luca Volonte'.
'In queste ultime ore di Governo Prodi il ministro Turco abbia almeno il buon gusto di smetterla con questo terrorismo psicologico antivita esercitato nei confronti di medici e farmacisti. Se tiene cosi tanto, come noi, alla piena applicazione della 194, sfrutti questi ultimi giorni non per emanare linee guida dettate dai radicali, ma per valorizzare il ruolo dei consultori, sedi ideali della vera assistenza e accoglienza.
In uno stato democratico, il diritto all'obiezione di coscienza e' inviolabile: cio' vale anche per un ministro di sinistra come la Turco'.
"Sul caso della mancata prescrizione a Pisa della pillola del giorno dopo si continua a svicolare evitando di mettere il dito nella piaga. Che significa valutare se l'azione dei medici che non hanno prescritto la pillola viola, oltre che il codice deontologico, anche il codice penale". Lo afferma, in una nota, Sergio Bartolommei, coordinatore della sezione pisana della Consulta di bioetica.
La Consulta di bioetica, conclude Bartolommei, approva "l'intervento del ministro Turco: non la sensibilita' dei medici deve avere la priorita', in questi casi, ma il diritto del paziente e il suo benessere".
'Tuteliamo le donne ma il medico non e' un erogatore automatico di farmaci' ed e' legittima l'obezione di coscienza: ad affermarlo e' il Presidente dell'Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri di Roma Mario Falconi, che replica alle dichiarzioni di ieri del Ministro.
Falconi condivide l'invito del ministro di non privilegiare il 'muro contro muro' e ricorda che nello specifico, tenuto conto che a tutt'oggi la letteratura scientifica internazionale non sembra abbia risolto in via definitiva il dilemma se la pillola del giorno dopo agisca impedendo la fecondazione dell'uovo o l'impianto dell'uovo fecondato, e' assolutamente legittima l'eventuale 'obiezione di coscienza' .
'Ovviamente - aggiunge Falconi - spetta al servizio pubblico garantire la presenza di medici non obiettori sempre e comunque.
Va per altro sottolineato che anche per i medici non obiettori la eventuale prescrizione della pillola del giorno dopo (principio attivo levonorgestrel, sostanza presente in molte pillole contraccettive, impiegata pero' in un dosaggio 20/30 volte maggiore) e' da considerarsi quale momento finale di un atto medico proprio a tutela della salute della donna. Se viceversa qualcuno pensa - conclude il Presidente - che il medico, in tale evenienza, debba essere soggetto passivo e mero esecutore di una richiesta, forse non ha capito cosa voglia dire essere medici e allora si cambi la legge facendo dispensare il farmaco dalle farmacie, come avviene in altri paesi o addirittura nei supermercati come negli Usa. Vorremmo rassicurare il Ministro che la stragrande maggioranza dei medici italiani opera per il bene del paziente, anche se troppo spesso deve farlo in condizioni di enormi difficolte', dato l'attuale contesto del SSN nel quale l'invadenza politica-partitica ha raggiunto livelli assolutamente inconciliabili con il perseguimento, proprio a tutela dei cittadini, della massima qualita' possibile'.
Temi che, pur in presenza di leggi e norme che regolano ambiti e modalita' di intervento, continuano a suscitare perplessita' ed interrogativi di grande rilevanza etica e verso i quali si e' ormai consolidata una grande attenzione dell'opinione pubblica".
Lo afferma il ministro della Salute Livia Turco, in una lettera inviata al presidente della Fnomceo (Federazione Nazionale Ordini Medici Chirurghi e Odontoiatri), Amedeo Bianco, in riferimento al tema dell'obiezione di coscienza dei medici.
La Turco fa riferimento "alle sempre piu' frequenti polemiche sull'obiezione di coscienza del medico in riferimento alle legge 194 sull'interruzione di gravidanza e anche quelle molto recenti sulla mancata prescrizione della pillola del giorno dopo. In particolare vorrei soffermarmi in questa sede proprio su quest'ultimo aspetto, perche', anche se apparentemente di minore complessita', mi sembra possa invece rappresentare perfettamente quella contrapposizione tra il diritto del cittadino ad ottenere una prestazione sanitaria garantita dalla legge e il diritto del medico ad opporsi a tale prestazione, qualora essa contrasti con la sua coscienza o con il suo convincimento clinico, cosi' come contemplato dal codice deontologico. Una contrapposizione della quale ritengo sia nostro dovere farci carico".
"E vi sono due modi per farlo: rispondere alle 'clausole di coscienza' in una logica di 'muro contro muro'; oppure cercando di contemperare i due diritti in modo assolutamente 'laico'. Penso che la seconda via sia quella giusta.
Ed e' quanto ho fatto con l'atto di indirizzo per la piena applicazione della legge 194 con il quale abbiamo posto una serie di obiettivi programmatici e indicato specifici indirizzi alle strutture sanitarie italiane, al fine di far si' che fosse comunque garantito il diritto alla prestazione. Compresa la prescrizione della pillola del giorno dopo. In quel documento, che ora vedo con piacere si sta adottando in diverse Regioni (l'hanno gia' fatto Liguria e Puglia e mi auguro seguano tutte le altre che lo hanno condiviso), prevediamo infatti che la prescrizione della contraccezione d'emergenza sia garantita, oltre che nei servizi consultoriali, anche nei pronto soccorso e nelle guardie mediche, prevedendo contestualmente che le Regioni debbano assicurare la presenza di almeno un medico non obiettore in ogni distretto sanitario".
Amedeo Bianco si e' detto soddisfatto della lettera ricevuta dal ministro. Ne condivide toni, premesse e contenuti. "La lettera del ministro affronta con grande equilibrio e responsabilità l'importante e difficile interrogativo etico che si presenta quando si confrontano due diritti diversi come quello della donna ad avere una prestazione medica e del medico di decidere secondo scienza e coscienza", dichiara Bianco ad Apcom.
E in tema di pillola del giorno dopo, anche se non si può parlare di obiezione di coscienza, perché questa è contemplata dal nostro ordinamento dalla legge 40 sulla fecondazione assistita e dalla 194 sull'interruzione volontaria di gravidanza, vale la clausola di coscienza, che è prevista dal codice deontologico dei medici. "Una clausola ha un suo fondamento e valore proprio come baluardo dell'autonomia del medico, a tutela proprio del cittadino".
Quindi, tra la donna che chiede di avere la pillola del giorno dopo e il medico che la nega e oppone la clausola di coscienza ci sono due diversi diritti che si confrontano e "concordo con il ministro, che nella sua lettera non chiede il sacrificio di un diritto in nome dell'altro, ma chiede un miglioramento organizzativo. Siamo all'alba delle questioni bioetiche, la sfida non è che all'inizio e non è tra chi vince", commenta Bianco.
"La riflessione del ministro è già nostra da molto tempo perché non prospetta una violenza sulla libertà di uno a danno dell'altro, non violenta le persone, ma si affida ad un miglioramento organizzativo". "E' una proposta seria che è in grado di dare risposta e tutela a chi ha una domanda di assistenza, che è l'assoluto baricentro del sistema". E, aggiunge, "e' una vera soluzione laica, dove questo significa non far prevalere una voce ma una voce che trova soluzioni nel rispetto di libertà diverse".
Il codice deontologico dei medici dice esattamente questo, fa notare Bianco, secondo cui non ci sono dubbi che il diritto delle donne ad avere la pillola del giorno dopo vada salvaguardato, ma questo può essere fatto migliorando l'organizzazione del sistema.
Per questo la Fnomceo sposa in pieno la proposta contenuta nelle linee guida della Turco dove è previsto che "la prescrizione della contraccezione d'emergenza sia garantita, oltre che nei servizi consultoriali, anche nei pronto soccorso e nelle guardie mediche, prevedendo contestualmente che le Regioni debbano assicurare la presenza di almeno un medico non obiettore in ogni distretto sanitario".
"Dobbiamo evitare di farci del male e questa è la strada di oggi e di domani, perchè siamo solo all'alba della bioetica". Oggi,infatti, spiega il presidente dell'ordine dei medici, si parla di pillola del giorno dopo, poi ci sarà il problema del kit genetico, dei biofarmaci, delle protesi bioniche e quant'altro metterà a disposizione la scienza medica e biomedica. E in questa ottica Bianco condivide l'auspicio di evitare che a dirimere la questione sia la magistratura : "E' ragionevole, è l'altro lato del dilemma, l'eventuale soluzione giudiziaria della questione difficilmente è una soluzione che apre una strada e una visione anche per il futuro".
Un futuro dove secondo Bianco ancor più ci sarà bisogno di venirsi incontro e incontrarsi: "La lettera del ministro è molto ragionata e rispetta in pieno il ruolo di garanzia dell'applicazione della legge, dà una prospettiva di dialogo dove non ci sono vincitori nè vinti". "Una lettera - conclude - che mi incarico di diffondere ai presidenti dei vari ordine dei medici, alle società mediche e a tutti i medici, perché il destinatario non sono solo io, ma anche l'ultimo dei medici che lavora in questo Paese".
COMMENTI
'Medici e farmacisti hanno diritto all'obiezione di coscienza. Mi sembra fuori luogo che un ministro in scadenza come la Turco, che dovrebbe semplicemente gestire l'ordinaria amministrazione, tenti invece di violare l'autonomia del personale sanitario, che al contrario deve essere assolutamente garantita'. E' quanto dichiarala responsabile Udc per la Famiglia, Luisa Capitanio Santolini.
'Nella lettera alla Fnomceo, la Turco dimentica che il Comitato nazionale di Bioetica, il 28 maggio 2004, ha espresso un parere unanime, secondo cui i medici possono fare obiezione di coscienza appellandosi al loro codice deontologico che, come si sa, e' vincolante al pari di quello dei farmacisti, il quale afferma che essi devono sempre rispettare la vita e operare in autonomia e secondo coscienza professionale'.
'La Turco dimentica inoltre la sentenza della Corte Costituzionale nø 35 del 1997, che sancisce il diritto del concepito alla vita: e' inutile, quindi, fare differenze nominali su quando inizia la gravidanza'.
'Nella lettera alla Fnomceo, il ministro uscente Livia Turco confonde il concetto di assistenza con quello della somministrazione a tutti i costi del Norlevo. Un conto e' non prestare le dovute cure a un paziente, cosa espressamente vietata, un altro e' non concedere la pillola 'omicida' del giorno dopo. Se c'e' contrasto con la propria coscienza, il medico non ha alcun obbligo giuridico di prescriverla, ne' il farmacista di venderla'. E' quanto dichiara, in una nota, il capogruppo Udc alla Camera, Luca Volonte'.
'In queste ultime ore di Governo Prodi il ministro Turco abbia almeno il buon gusto di smetterla con questo terrorismo psicologico antivita esercitato nei confronti di medici e farmacisti. Se tiene cosi tanto, come noi, alla piena applicazione della 194, sfrutti questi ultimi giorni non per emanare linee guida dettate dai radicali, ma per valorizzare il ruolo dei consultori, sedi ideali della vera assistenza e accoglienza.
In uno stato democratico, il diritto all'obiezione di coscienza e' inviolabile: cio' vale anche per un ministro di sinistra come la Turco'.
"Sul caso della mancata prescrizione a Pisa della pillola del giorno dopo si continua a svicolare evitando di mettere il dito nella piaga. Che significa valutare se l'azione dei medici che non hanno prescritto la pillola viola, oltre che il codice deontologico, anche il codice penale". Lo afferma, in una nota, Sergio Bartolommei, coordinatore della sezione pisana della Consulta di bioetica.
La Consulta di bioetica, conclude Bartolommei, approva "l'intervento del ministro Turco: non la sensibilita' dei medici deve avere la priorita', in questi casi, ma il diritto del paziente e il suo benessere".
'Tuteliamo le donne ma il medico non e' un erogatore automatico di farmaci' ed e' legittima l'obezione di coscienza: ad affermarlo e' il Presidente dell'Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri di Roma Mario Falconi, che replica alle dichiarzioni di ieri del Ministro.
Falconi condivide l'invito del ministro di non privilegiare il 'muro contro muro' e ricorda che nello specifico, tenuto conto che a tutt'oggi la letteratura scientifica internazionale non sembra abbia risolto in via definitiva il dilemma se la pillola del giorno dopo agisca impedendo la fecondazione dell'uovo o l'impianto dell'uovo fecondato, e' assolutamente legittima l'eventuale 'obiezione di coscienza' .
'Ovviamente - aggiunge Falconi - spetta al servizio pubblico garantire la presenza di medici non obiettori sempre e comunque.
Va per altro sottolineato che anche per i medici non obiettori la eventuale prescrizione della pillola del giorno dopo (principio attivo levonorgestrel, sostanza presente in molte pillole contraccettive, impiegata pero' in un dosaggio 20/30 volte maggiore) e' da considerarsi quale momento finale di un atto medico proprio a tutela della salute della donna. Se viceversa qualcuno pensa - conclude il Presidente - che il medico, in tale evenienza, debba essere soggetto passivo e mero esecutore di una richiesta, forse non ha capito cosa voglia dire essere medici e allora si cambi la legge facendo dispensare il farmaco dalle farmacie, come avviene in altri paesi o addirittura nei supermercati come negli Usa. Vorremmo rassicurare il Ministro che la stragrande maggioranza dei medici italiani opera per il bene del paziente, anche se troppo spesso deve farlo in condizioni di enormi difficolte', dato l'attuale contesto del SSN nel quale l'invadenza politica-partitica ha raggiunto livelli assolutamente inconciliabili con il perseguimento, proprio a tutela dei cittadini, della massima qualita' possibile'.
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