I miracoli del proibizionismo: a Milano i tranvieri vendono droga ai viaggiatori
C'è Claudio il tranviere che taglia la coca con l'Aulin prima di venderla ai clienti. Ci sono lui e il collega Nello - entrambi indagati dalla Procura di Milano, forse insieme ad altri - che la piazzano a un vasto giro di acquirenti, alcuni dei quali autisti dell'Atm, l'azienda che gestisce tram, autobus e metropolitane a Milano. Tra loro c'è Franco, c'è Gino, c'è Giuseppe. Tutti alla guida di mezzi pubblici. A maggio l'Atm - nella bufera per decine di piccoli e grandi incidenti negli ultimi due anni - aveva lanciato una campagna di controllo antidroga con test per i propri dipendenti. Ora è indagando sull'omicidio ancora irrisolto di Marco Medda, un anziano ergastolano ai domiciliari per motivi di salute, strangolato nella sua casa l'8 giugno del 2008, che i carabinieri e la procura di Milano arrivano allo spaccio nell'azienda milanese dei trasporti, al "gruppo dei tranvieri del Lorenteggio", quartiere della periferia Sud-ovest, e al "filone della droga". Inciampando anche nei misteriosi suicidi di due autisti, almeno uno pesante consumatore di cocaina.
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PM: solo un paio di cessioni, nessun fenomeno - "Non stiamo indagando su Atm, non c'è nessun fenomeno di diffusione di droga tra i tranvieri, c'è un solo dipendente attualmente in servizio tra gli indagati e non sappiamo nemmeno se eserciteremo al riguardo l'azione penale chiedendo il rinvio a giudizio". Lo dice il pm milanese Ferdinando Pomarici commentando la chiusura di una indagine per droga. "Ci sono esagerazioni giornalistiche, il caso è stato gonfiato, si è trattato solo di un paio di cessioni" aggiunge Pomarici.
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