Domenica 7 giugno 2026
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Mobilita' e trasporti. Libro bianco di Eurispes

U.E. - ITALIA
Notizia ·
In Italia ci sono troppe auto. Se ci allineassimo agli altri Paesi europei, si potrebbe ottenere un risparmio di 11 miliardi per le famiglie. Per converso, la famiglia italiana spende nel trasporto pubblico solo l'1,2% del reddito disponibile. Lo rende noto l'Eurispes, che stima in 2,2 miliardi di euro i costi da congestione, di 5,7 miliardi di euro quelli da incidentalità (diretti e patrimoniali) e, infine, di circa 3,1 miliardi quelli da inquinamento. Sono molti i dati contenuti nel 'Libro bianco sulla mobilità e i trasporti' Eurispes, compresa una ricerca sui costumi nostrani legati alla mobilità. Il 52,9% degli intervistati si sposta prevalentemente all'interno del proprio comune di residenza e ben un terzo del campione (33,3%) nei comuni della provincia di residenza. Solo il 6,2% in altre province della regione, il 4,5% in altre regioni, il 2,6% tra comuni di provincia e aree metropolitane.
Gli spostamenti avvengono soprattutto per motivi di lavoro (57,3%); oltre un terzo si sposta soprattutto per commissioni varie o tempo libero (34%), il 7,3% per motivi di studio. Per quanto riguarda il percorso casa-lavoro, quasi un terzo del campione impiega un tempo decisamente breve, inferiore al quarto d'ora (31,2%), il 21,7% da 30 a 44 minuti, il 20% da 15 a 29 minuti. L'auto privata (come conducente) è il mezzo di trasporto maggiormente usato: il 29,4% la usa sempre, il 32,9% spesso, il 15,8% qualche volta, il 19,9% mai. In molti si spostano anche sull'auto privata come trasportato: il 37,2% qualche volta, il 24,6% spesso, il 7,7% sempre, il 27,1% mai. Per quanto riguarda i mezzi pubblici, il 46,2% del campione non utilizza mai autobus o tram urbani, mentre il 33,3% lo fa qualche volta, l'11,6% spesso, il 5% sempre. Il 53,3% del campione non si sposta mai in bicicletta, meno diffuso ancora risulta l'utilizzo di ciclomotori e motocicli: il 64,9% degli intervistati, infatti, non li usa mai, il 16,7% qualche volta, l'11% spesso, 4,4% sempre. L'uso dei taxi è minoritario: l'80,7% non lo prende mai. Il 90,1% del campione non pratica mai il car sharing, il 5,1% qualche volta, ancora meno usato il bike sharing, di cui ben il 92,2% non fa mai uso; il 3,3% qualche volta.
Le valutazioni positive sulla qualità del servizio fornito dai mezzi di trasporto pubblico prevalgono su quelle negative, anche se di poco, per i treni, i taxi, la metropolitana. Sono invece più numerosi i giudizi negativi rispetto al servizio degli autobus extraurbani e, in particolar modo, per autobus e tram urbani. Dai risultati emerge una decisa bocciatura per il servizio offerto dai mezzi pubblici di superficie: il 19,2% degli utenti si dice per niente soddisfatto, il 25,3% poco, il 21,8% abbastanza, solo il 3,5% molto. Il treno lascia abbastanza soddisfatto il 35% del campione, poco il 20,1%, per niente il 14,7%, molto il 4,3%. Ne risulta un livello di soddisfazione medio, nel quadro di valutazioni fortemente eterogenee. La diversa percezione della qualità è senza dubbio legata anche al tipo di treni utilizzati dai diversi fruitori, data la diversa qualità del servizio offerto (si pensi al divario tra le linee Alta Velocità e quelle regionali). Sovraffollamento e ritardo le critiche più diffuse al trasporto pubblico, problemi che per la maggioranza degli utenti sono sufficienti a ritenere che il costo del servizio superi la qualità dello stesso: il 52,2% è di questo avviso. Il 45,3% degli utenti sarebbe disposto a spendere di più per una maggiore qualità del servizio offerto dal trasporto pubblico. Considerando questo dato e quello di chi (il 26,1%) pagherebbe di più per una maggiore frequenza del servizio, si deduce una generalizzata insoddisfazione del sistema dei trasporti. Solo un timido 7,1% degli utenti si affaccia infatti a sostenere di esserne soddisfatto sotto i diversi aspetti.
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