Mondo. L'Onu prepara un trattato per vietare la clonazione umana
Il comitato legale dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha incaricato un gruppo di esperti per la redazione di un trattato internazionale che proibisca la clonazione umana, che al tempo stesso verifichera' e analizzera' tutte le conseguenze legali, scientifiche ed etiche. Potrebbero passare mesi, o piu' credibilmente anni, prima che il trattato diventi operativo, e venga ratificato dalle 190 nazioni dell'Onu, ma fin da subito potrebbe diventare un riferimento, o uno stimolo, affinche' i singoli Governi si muovano nella stessa direzione. Cosi' mentre l'italiano Severino Antinori, lo statunitense Panos Zavos e i raeliani si dichiarano gia' in "una fase avanzata" per la nascita del primo clone umano, l'Onu si muove per proibire questo tipo di esperimenti in tutto il mondo. Alla questione del divieto per la clonazione umana per fini riproduttivi, sara' ovviamente legata la clonazione per fini terapeutici (anche se non sara' questa la finalita' del trattato, la clonazione terapeutica ne sara' in qualche modo coinvolta).
Francia e Germania sono stati i primi due Paesi che hanno chiesto all'Onu di intervenire nel merito della clonazione umana fin dall'agosto del 2001. Fino ad oggi l'Onu ha gia' emesso diverse risoluzioni sull'argomento attraverso l'Organizzazione Mondale della Sanita' e l'Unesco, ma nessuna di queste ha un carattere vincolante. Il gruppo di lavoro avra' comunque un compito arduo: dare voce e voto a tutte le 190 nazioni, che non solo aspirano a partecipare al dibattito del comitato, ma anche a partecipare alla redazione e alla stesura finale del trattato.
Francia e Germania sono stati i primi due Paesi che hanno chiesto all'Onu di intervenire nel merito della clonazione umana fin dall'agosto del 2001. Fino ad oggi l'Onu ha gia' emesso diverse risoluzioni sull'argomento attraverso l'Organizzazione Mondale della Sanita' e l'Unesco, ma nessuna di queste ha un carattere vincolante. Il gruppo di lavoro avra' comunque un compito arduo: dare voce e voto a tutte le 190 nazioni, che non solo aspirano a partecipare al dibattito del comitato, ma anche a partecipare alla redazione e alla stesura finale del trattato.
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