Mondo. Fra 5 anni, clonare i capelli?
La riproduzione biologica dei capelli e' una prospettiva che conta gia' numerosi brevetti. I progetti di clonazione (da una cellula capostipite si arriva a un capello completo) e di moltiplicazione (dalla coltivazione di un bulbo di capello originale se ne ottengono altri) si studiano in laboratori sparsi in tutto il mondo. Ci provano le universita' e ci investono soprattutto le societa' farmaceutiche e cosmetiche, sicure del ritorno economico che scoperte del genere potrebbero avere su coloro, che per malattie o per trattamenti medici, soffrono di calvizie.
"Un bersaglio appena raggiunto e' l'individuazione di due distinti serbatoi di cellule staminali nell'area dei bulbi dei capelli in fase di crescita" spiega Bruno Bernard, del centro di ricerche Zviack, gruppo biologia dei capelli L'Oreal, a Clichy in Francia, "in grado di riprodurre capelli e epidermide differenziata in vitro. Durante queste indagini e' possibile anche osservare i meccanismi molecolari di incanutimento dei capelli".
Secondo obiettivo: la moltiplicazione dei capelli con metodi di laboratorio, brevettati dai ricercatori olandesi, americani e francesi, che sperano di riprodurre steli e chiome partendo da pochi bulbi piliferi sani. Non mancano le difficolta' e gli studiosi ammettono di riuscire a mantenere il follicolo in vita nei laboratori al massimo per una ventina di giorni. "Estrapolati i follicoli piliferi completi dal cuoio capelluto dello stesso soggetto, coltivati, nutriti con particolari sostanze e moltiplicati in laboratorio, si potra' ripopolare le zone calve. Cio' accadra' entro 5 anni", spiega Coen Gho, dermatologo di Maastricht che ha brevettato un particolare metodo di moltiplicazione dei capelli.
"Per nutrire e far vivere piu' a lungo i capelli in vitro, vengono impiegati fattori di crescita e additivi come vitamine, amminoacidi, ormoni, estratti di pituitaria bovina e colostro, oltre a fattori di crescita epidermica umana", commenta Fabio Rinaldi , direttore del servizio di Dermatologia del Policlinico Multimedia di Milano, "la coltivazione dei bulbi viene pero' da noi eseguita solo per studiare nuove molecole farmacologiche ma in un futuro prossimo speriamo di ottenere di piu'".L'obiettivo piu' recente, ambizioso, complesso e difficile, e' la clonazione ex novo di tutta la "fabbrica" dei capelli: i follicoli piliferi completi. Cioe' i sacchetti dotati di pelo o capello, ghiandola sebacea che ne lubrifica la crescita e, soprattutto, la zona viva, quindi le cellule germinative del bulbo che producono le cheratine (fibra dei capelli e della pelle) e le melanine (colore). Matrice compresa, l'area di scambio degli elementi nutrizionali trasportati dai capillari del sangue che giungono fitti a contatto con il follicolo.
Particolarmente attivi i laboratori di biotecnologie Usa. I centri di ricerca dell'universita' della Pennsylvania e ad Atlanta dell'Aderans Research Institute, sostengono di avere ottenuto la neogenesi follicolare, ossia la creazione di follicoli assolutamente nuovi laddove non c'erano, partendo da cellule della papilla dermica o fibroblasti estrapolati dal follicolo con l'uso di particolari fattori di crescita. Anche il dermatologo Walter Unger, docente all'universita' di Toronto e specializzato in trapianti di capelli, conduce ricerche sulla clonazione dei capelli concentrandosi su colture di cellule della matrice.
I risultati ad oggi: "L'osservazione e la stimolazione della intera struttura pilifera aiuta a capire i segreti molecolari e i meccanismi che inducono la crescita degli steli o la inibiscono", spiega Fabio Rinaldi, "e quindi svela perche' in alcuni momenti l'equilibrio si rompe e i capelli cadono. Cio' rafforzera' le ipotesi e le conoscenze attuali e le strade terapeutiche potranno divenire ancora piu' mirate. Grazie alla moltiplicazione e alle prove di clonazione si comincia a sapere di piu' sui processi regolatori del ciclo di vita dei capelli. Le ricadute non avverranno prima di cinque o sei anni".
"Un bersaglio appena raggiunto e' l'individuazione di due distinti serbatoi di cellule staminali nell'area dei bulbi dei capelli in fase di crescita" spiega Bruno Bernard, del centro di ricerche Zviack, gruppo biologia dei capelli L'Oreal, a Clichy in Francia, "in grado di riprodurre capelli e epidermide differenziata in vitro. Durante queste indagini e' possibile anche osservare i meccanismi molecolari di incanutimento dei capelli".
Secondo obiettivo: la moltiplicazione dei capelli con metodi di laboratorio, brevettati dai ricercatori olandesi, americani e francesi, che sperano di riprodurre steli e chiome partendo da pochi bulbi piliferi sani. Non mancano le difficolta' e gli studiosi ammettono di riuscire a mantenere il follicolo in vita nei laboratori al massimo per una ventina di giorni. "Estrapolati i follicoli piliferi completi dal cuoio capelluto dello stesso soggetto, coltivati, nutriti con particolari sostanze e moltiplicati in laboratorio, si potra' ripopolare le zone calve. Cio' accadra' entro 5 anni", spiega Coen Gho, dermatologo di Maastricht che ha brevettato un particolare metodo di moltiplicazione dei capelli.
"Per nutrire e far vivere piu' a lungo i capelli in vitro, vengono impiegati fattori di crescita e additivi come vitamine, amminoacidi, ormoni, estratti di pituitaria bovina e colostro, oltre a fattori di crescita epidermica umana", commenta Fabio Rinaldi , direttore del servizio di Dermatologia del Policlinico Multimedia di Milano, "la coltivazione dei bulbi viene pero' da noi eseguita solo per studiare nuove molecole farmacologiche ma in un futuro prossimo speriamo di ottenere di piu'".L'obiettivo piu' recente, ambizioso, complesso e difficile, e' la clonazione ex novo di tutta la "fabbrica" dei capelli: i follicoli piliferi completi. Cioe' i sacchetti dotati di pelo o capello, ghiandola sebacea che ne lubrifica la crescita e, soprattutto, la zona viva, quindi le cellule germinative del bulbo che producono le cheratine (fibra dei capelli e della pelle) e le melanine (colore). Matrice compresa, l'area di scambio degli elementi nutrizionali trasportati dai capillari del sangue che giungono fitti a contatto con il follicolo.
Particolarmente attivi i laboratori di biotecnologie Usa. I centri di ricerca dell'universita' della Pennsylvania e ad Atlanta dell'Aderans Research Institute, sostengono di avere ottenuto la neogenesi follicolare, ossia la creazione di follicoli assolutamente nuovi laddove non c'erano, partendo da cellule della papilla dermica o fibroblasti estrapolati dal follicolo con l'uso di particolari fattori di crescita. Anche il dermatologo Walter Unger, docente all'universita' di Toronto e specializzato in trapianti di capelli, conduce ricerche sulla clonazione dei capelli concentrandosi su colture di cellule della matrice.
I risultati ad oggi: "L'osservazione e la stimolazione della intera struttura pilifera aiuta a capire i segreti molecolari e i meccanismi che inducono la crescita degli steli o la inibiscono", spiega Fabio Rinaldi, "e quindi svela perche' in alcuni momenti l'equilibrio si rompe e i capelli cadono. Cio' rafforzera' le ipotesi e le conoscenze attuali e le strade terapeutiche potranno divenire ancora piu' mirate. Grazie alla moltiplicazione e alle prove di clonazione si comincia a sapere di piu' sui processi regolatori del ciclo di vita dei capelli. Le ricadute non avverranno prima di cinque o sei anni".
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