Mondo. Da una cellula, un organo: una ghiandola mammaria
Per la prima volta una sola cellula staminale e' riuscita e rigenerare un intero organo in un animale vivo, la ghiandola mammaria di un topo. Il risultato, che promette di avere ricadute interessanti anche nella ricerca sui meccanismi di formazione dei tumori, e' pubblicato su Nature ed e' il frutto di una collaborazione fra Australia, Canada e Stati Uniti. Gli studiosi sono riusciti a isolare le cellule staminali dalla ghiandola mammaria di un topo e quindi le hanno marcate in modo da renderle riconoscibili in ogni fase successiva dell'esperimento. Quindi le hanno trapiantate in topi vivi, nei quali le cellule hanno cominciato a moltiplicarsi fino a formare una ghiandola mammaria completa e perfettamente funzionante, in grado di produrre latte.
"Il nostro studio fornisce la prima descrizione, per quanto ci risulta, della ricostituzione di un intero organo a partire da una singola cellula staminale epiteliale e ha implicazioni per l'isolamento di altre cellule staminali da altri tessuti epiteliali", scrivono i ricercatori, coordinati da Jane Visvader, dell'istituto di ricerca medica australiano "Walter and Eliza Hall", di Parkville. Il risultato, secondo i ricercatori, dimostra che le cellule staminali hanno proprieta' che le rendono del tutto particolari: sono capaci di riprodurre se stesse e di mantenere inalterato il loro numero complessivo, inoltre possono differenziarsi seguendo strade diverse, formando cioe' diversi tipi di cellule della ghiandola mammaria. In topi utilizzati come modello del tumore del seno, i ricercatori si sono accorti inoltre che cellule staminali di questo tipo erano piu' numerose nel tessuto del seno pre-canceroso: un'osservazione che suggerisce come queste cellule potrebbero essere coinvolte nella comparsa di tumori.
"E' un grande avanzamento sia sul fronte della conoscenza sia un passo in avanti verso la possibilita' pratica di utilizzare le staminali per produrre nuovi organi", ha osservato il direttore del Laboratorio di Biologia dello sviluppo dell'universita' di Pavia, Carlo Alberto Redi, commentando il lavoro. "Non sappiamo di che cosa hanno bisogno le cellule per organizzarsi in un'architettura biologica". Scoprirlo e' oggi uno degli obiettivi fondamentali della ricerca sulle staminali perche' potrebbe significare avere a disposizione il metodo per indirizzare la crescita delle cellule staminali.
"Il nostro studio fornisce la prima descrizione, per quanto ci risulta, della ricostituzione di un intero organo a partire da una singola cellula staminale epiteliale e ha implicazioni per l'isolamento di altre cellule staminali da altri tessuti epiteliali", scrivono i ricercatori, coordinati da Jane Visvader, dell'istituto di ricerca medica australiano "Walter and Eliza Hall", di Parkville. Il risultato, secondo i ricercatori, dimostra che le cellule staminali hanno proprieta' che le rendono del tutto particolari: sono capaci di riprodurre se stesse e di mantenere inalterato il loro numero complessivo, inoltre possono differenziarsi seguendo strade diverse, formando cioe' diversi tipi di cellule della ghiandola mammaria. In topi utilizzati come modello del tumore del seno, i ricercatori si sono accorti inoltre che cellule staminali di questo tipo erano piu' numerose nel tessuto del seno pre-canceroso: un'osservazione che suggerisce come queste cellule potrebbero essere coinvolte nella comparsa di tumori.
"E' un grande avanzamento sia sul fronte della conoscenza sia un passo in avanti verso la possibilita' pratica di utilizzare le staminali per produrre nuovi organi", ha osservato il direttore del Laboratorio di Biologia dello sviluppo dell'universita' di Pavia, Carlo Alberto Redi, commentando il lavoro. "Non sappiamo di che cosa hanno bisogno le cellule per organizzarsi in un'architettura biologica". Scoprirlo e' oggi uno degli obiettivi fondamentali della ricerca sulle staminali perche' potrebbe significare avere a disposizione il metodo per indirizzare la crescita delle cellule staminali.
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